Ciao
Irene...
Brutta serata Irè...alterno euforia a depressione, ero così
in alto, ora continuo a scendere.
Ho deciso di prolungare i miei 10 giorni in Germania...sai ho lasciato
una storia ad Amburgo.....gran bella storia...vecchia di 8 anni.
Ho le dita che sanno di fumo e tabacco, odio fumare…ma ogni
tanto...quando un amico mi hiede compagnia...come si dice, una spalla...
Stasera non le avrei mai chiesto di andare via....forse non le avrei
neanche chiesto di restare, fino a che non fosse stata lei a chiedermelo...avrei
finto sufficienza e fastidio e poi l’avrei pregata di dormire
accanto a me...
Ma non avrei dormito...Avrei osservato il suo corpo inerme, avrei
osservato il suo volto tra le braccia di Morfeo, non l'avrei sfiorata
neanche con un dito, ma avrei disegnato sul mio cuscino il profilo
del suo viso...
Avrei vegliato su di lei tutta la notte e quando avrebbe aperto
gli occhi, mi sarei avvicinato, le avrei accarezzato i capelli ed
avrei goduto del calore delle labbra calde di chi esce dal regno
del sonno...e poi? Credo che poi avrebbe iniziato a ridere e a parlare
degli schemi, della sua diversità, di me e del mio curriculum,
del fatto che lei è diversa, che andrà via, che m'immaginava
diverso, che non sono stato gentile. Io l'avrei fatta parlare, in
silenzio, avrei finto di ascoltarla ma in realtà avrei continuato
a fissare le sue mani e i capelli che le cadevano davanti agli occhi
mentre cercava una giustificazione ad ogni cosa, mentre cercava
di rialzarsi dalla merda in cui credeva di essere caduta...in fondo
non sono altro che parte di una umanità che detesta.
Ora avrei voglia di chiamarti, ma tu non sei normale, tu sei come
me...
Ai sogni non si parla, li si vive, li si racconta, ai sogni come
te si scrive quando si è soli nella tenda...quando tutto
il resto finisce...
Quello che stai leggendo ora ha cancellato 3 righe di cose che forse
non saprai mai...non so perchè l'ho fatto...non so cosa ho
scritto ma un raptus di razionalità m'ha rapito...
Così è andato via, l'ha portato il vento che soffia
da nord, quello che noi chiamiamo "vient' e terra". Io
detesto tutto ciò che non viene dal mare...la brezza non
porta razionalità..solo passione...
Poi cerchi qualcuno a cui raccontare tutto, e ogni parola che pronunci
ha un peso ed un profumo diverso che ti provocano dolore dentro
perché ti fanno rivivere tutto come se fosse stato nel momento
stesso in cui lo racconti...E l'altro/a, amico o sconosciuto che
sia, ti ascolta un po’ per cortesia, un po’ per il senso
di patetismo e di avventura che ci metti nel raccontarlo, e ti fa
parlare e pensa ad altro, ed ogni tanto ti pone qualche domanda
giusto per fugare un tuo piccolo eventuale dubbio riguardo al fatto
che egli stia o meno ascoltando il tuo racconto. In realtà
l'ascoltatore tipo non se ne frega niente della magnifica esperienza
che racconti.
Sai, cara Irene, ho pianto tanto stasera. Quei lacrimoni li mettiamo
sempre in preventivo, e guai se non ci fossero...Li mettiamo in
conto insieme alle notti bianche, insieme alle lettere spedite,
insieme alle magliette col profumo impregnato dentro, insieme alle
decine di schede telefoniche lasciate in tasca come se il dialogo
fosse ancora presente lì dentro e non vuoi lasciarlo scappare
via, insieme alle foto sempre a portata di mano, insieme a qualche
rimorso per non averlo fatto, insieme ai biglietti dei treni, con
date che almeno per me raggiungo ormai quasi dieci anni, insieme
ai libri sulle cui pagine chiedi sempre l'impronta di chi ha contribuito
a
rendere indimenticabile quel tuo piccolo grande pezzo di vita...
Ti
stringo forte
l’uomo che vende angurie
PS: ogni volta che mi scrivi, mentre leggo mi viene sempre quello
strano mal di stomaco...
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