Ad
Alessandra
Lascia,
ti prego, che la mancanza ci trasporti ancora
non senti come le sue onde mi martoriano?
Non è un vezzo, né la volontà di soffrire
giacchè io soffro comunque, ché il mio amore mi spacca
come gli spicchi di una mela si aprono con granulosa fragranza
E’ scoprire, attraverso il dolore, che tutto questo non mi
appartiene
ma sono io, piuttosto, che gli appartengo
in questo suo rinnovarsi continuamente, nel suo accogliere le difficoltà
che ho fatto io per meritarmi tale amore?
Tu mi cogli alla sprovvista, oltre il mio cervello
che ti respinge, la tua carne sola è in grado di sfamarmi
Oltre l’immaturità di voler soltanto chi non ti vuole
c’è solo il buio, poiché amare è luce
soltanto per pochi istanti.
"
La lettera più bella che mi ha scritto il mio fidanzato,
Alessandro, che non più tra di noi dal 16 agosto 1997. Per
me ha un'enorme importanza".
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