MELIDORO
Ciao
Melidoro,
ragazzo immaginario che vivi nella lontana regione dei sogni.
Tu ora sei nel tuo mondo, a pensare qualcosa, e nemmeno lo sai che
già ti voglio bene, nemmeno lo sai che esisto e ti penso.
Ma
conoscerti, sarà come se da tutta l'eternità ero stata
lì, a osservarti da dietro un vetro, a spiare i tuoi movimenti
e le tue idee, e poi all'improvviso eccomi dentro...assieme ai tuoi
movimenti e alle tue idee. E a te.
Beh, forse ho l'innata caratteristica di rendermi difficile la vita,
forse dovrei recuperare la scatola di acquerelli e disegnarti diversamente,
caro Melidoro, un po' piu' simile ai protagonisti felici dei telefilm.
Ma
non lo farò. Ho già dipinto il mio quadro ed ora lo
osservo, con compiacimento e curiosità…
Per
prima cosa, Melidoro, mi accorgerò del tuo sguardo, che non
guarda me, forse neppure mi vede..sarà a correre dietro ad
altri pensieri, nemmeno tanto precisi. Sarà uno sguardo triste
ma saggio. Pesante di problemi ma che ancora sa sollevarsi dietro
ai sogni. Abituato a guardare le sue idee che galleggiano sul soffitto,
a vestirle di viola e di nero ma anche, a volte, dei fili colorati
e leggeri dell'entusiasmo.
Poi vedrò le tue mani, mani da adolescente, lunghe e ossute,
mentre le muovi come ali scoordinate nell'aria. Mentre provi a prendere
il volo.
Poi vedrò il tuo sorriso...non proprio un sorriso, un'espressione
mutevole e piena di movimento come un cielo nelle regioni del nord...un
sorriso interno di quelli che noti solo con molta esperienza e spirito
di osservazione..
Non credo che sarai ciclotimico, come dicono gli psicologi..
Quando
ti incontrerò, Melidoro, sarà una grande felicità
e nello stesso tempo una grande tristezza ...come quando si fissa
a lungo un pozzo troppo profondo e si hanno le vertigini..
Il tuo carattere sarà mutevole e imprevedibile, a volte profondamente
triste, chiuso, scontroso, senza possibilità di dialogo nemmeno
con te, a volte con lampi di incoscienza infantili, di entusiasmo
travolgente e "pazzo", di progetti contagiosi. A volte
profondamente ingenuo di fronte al mondo, sincero e fiducioso come
un cucciolo. Ma chiuso a riccio non appena ti accorgi che il mondo
si sta avvicinando a te.
Saggio e nello stesso tempo sconsiderato e guidato dalla politica
del "cosa c'è da perdere ormai"...Mi piacerebbe
ascoltarti a lungo, parlare fino a che si ha l'impressione che neppure
un angolo della tua anima e della mia siano inesplorate.
Come guardare assieme le nostre idee sul soffitto. Oppure stare
in silenzio...
E allora ragazzo ideale che magari cammini per le strade delle tue
lontane regioni chiedendoti non sentendoti a casa in esse, e che
osservi le cose ma filtrandole attraverso le tue idee..sì,
proprio tu, ragazzo che non sei felice e vincente a tutti i costi...può
darsi che il postino, quello sbadato omino che sbaglia sempre indirizzo,
e che il sabato mattina suona impietosamente al citofono per farsi
aprire il portone, lasci scivolare questa lettera sulla via che
stai percorrendo...Aprila, ti autorizzo! in fondo, non c'è
scritto il tuo nome, in caratteri dorati, sulla busta?....e allora
può darsi che piano, appena un pò, sorriderai..ma
non proprio un sorriso, un sorriso che noti solo con molta esperienza
e con spirito di osservazione...
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