La
tua ombra
Domani
andrai via.
Da dopodomani, o tra una settimana, sarai un'altra persona. Magari
ti ricapiterà di trovarti qui, un'altra sera come questa.
Lungo questa via, in un sabato come ogni sabato.
Ma non sarà uguale ad ora. Non sarai uguale.
Passerai davanti a quel negozio, e penserai: " Da quanto esiste?".
Avrai adeguato i tuoi automatismi di pensiero ad altri scenari.
Vedrò nel tuo sguardo una serie di capitoli che hai scritto,
nel frattempo.
Ci sarà una patina di diffidenza ed imbarazzo nei nostri
discorsi, ti girerai a guardarmi di nascosto per vedere se sono
proprio io. Sorriderò leggera anche se il coltello della
nostalgia continuerà a graffiarmi lo stomaco.
Magari ti sentirai sperduto quando non saprai dove fermarti, se
avrai voglia di incontrare i soliti volti di un tempo. Ma, magari,
anche loro saranno andati altrove a creare nuovi automatismi; e
allora ti sentirai vuoto.
La vecchia scalinata non saprà più parlarti, o saprà
parlarti troppo, se sei uno stolto ostinatamente legato al prima.
E ti renderà sereno solo il proiettarti verso i lavori di
costruzione della nuova vita che hai iniziato.
Da dopodomani non avremo più un terreno comune da cui estrarre
frutti, la stessa tavolozza di colori per dipingere pensieri.
E allora, può darsi che disperatamente dissotterreremo episodi
vecchi, uno dopo l'altro, per non creare buchi di silenzio; ci illuderemo,
vivendoli, che la resina cristallizzata sia ancora pura vita.
Poi accadrà che la consapevolezza ci sussurrerà all'orecchio
quanto sia ridicolo tutto ciò, mi guarderai come da un fermo-scena
lontano, avrò tutto il tempo per contare i passi che hai
già fatto verso oriente.
Leggerò che mi hai catalogato nel Prima, che necessariamente
fa parte di una fase involuta del proprio processo, di ciò
che è ormai vecchio o troppo infantile.
Allora ci barricheremo timidi e gelidi dietro la trincea dell'Ora,
quello che ora fai e io non so, la pellicola che ha continuato a
scorrere nel frattempo.
Non diremo tutto questo, gocciolerà rumoroso dal tuo bel
sorriso che sarà solo un po' meno spontaneo, dalla tua voce
armonica con una melodia solo leggermente pi rigida.
L'ironia si macchierà di sarcasmo, la spontaneità
di costruzione.
Ci lasceremo promettendoci di sentirci spesso; mano nella mano mi
allontanerò con la tua ombra, che continuerò a disegnare
da domani, identica ed immutabile, palesemente falsa, rassicurante
nella sua perfezione disincarnata, che sempre di più non
ti assomiglia, la tua ombra che domani dimenticherà di andare
via.
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