Caro
amore, sto scrivendo proprio a te!
Anche se intuisco che tu non lo possa capire, da quanti anni infatti
non ti chiamo così?
Sono trascorsi decenni e la ragazza che credeva al giovane che le
prometteva una villa con un lucernario da cui si potevano osservare
le stelle è lentamente invecchiata. Come del resto sei diventato
anziano tu, senza avermi offerto neppure la decima parte delle tante
promesse che un tempo mi avevi fatto!
Fosse soltanto questo: non solo non mi hai donato niente, ma mi
hai rubato tutto quello che potevi sottrarmi: i giorni beati della
giovinezza, sempre trascorsa dietro a scadenze e doveri che tu non
ti sei mai sognato di onorare.
Ed io, costretta a pensare a tutto, non mi rendevo conto del trascorrere
delle stagioni, degli anni, dei decenni…
Mi ha però regalato (o io ti ho regalato?) due splendidi
figli ed è per loro che ho trovato la forza per tirare avanti.
Anche se tu mi distruggevi a poco a poco, non avevo il tempo, né
la voglia per pensarci. Poi…i figli sono cresciuti ed io ho
riscoperto intatta la capacità di amare.
Non di amare te, che tutto mi avevi preso, senza dare niente in
cambio!
Mi sono guardata intorno ed ho scoperto un universo di gente come
me, che non voleva arrendersi, che ancora credeva a quella strana
parola chiamata amore.
Ma sempre c’erano difficoltà, vuoi un’altra persona,
che non si voleva offendere, vuoi l’incapacità di uscire
da quella dimensione del sogno, in cui volentieri approdavamo, ma
che difficilmente sfociava nella realtà.
Così sono rimasta qui, anche se non mi meriti, anche se avrei
avuto tante volte l’occasione di spiccare il volo.
L’ho fatto non per te, ma per i nostri figli che, pur conoscendo
le difficoltà del nostro rapporto, pretendono e meritano
dei genitori uniti.
Così, trovandomi a scrivere una lettera d’amore, mi
vedo costretta ad indirizzarla a te, così lontano e così
vicino.
Perché tutte le altre persone che hanno intersecato la mia
e la tua vita in questi trenta anni, sicuramente difficili, altro
non sono state che meteore.
Per questo motivo ti ho chiamato “caro amore”, perché
penso che anche tu ricambi questo nostro rapporto, fatto di sofferenza,
di attriti, di rabbia e di stanchezza, ma anche di un qualcosa che
abbiamo costruito insieme. Da
trentun anni, nonostante tutto quello che è successo e che
ancora succederà, tua moglie.
FIORDALISO
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