Un
buon inizio
La
malattia di tua zia, mi ha fatto riflettere ancora una volta, sulla
fragilità e sulla precarietà della vita. Per dirla
alla Ungaretti, siamo davvero come foglie su un albero in autunno:
basta un soffio di vento per strapparci dal nostro sicuro ramo,
al quale siamo rimasti così tenacemente aggrappati per tanto
tempo, immaginandoci immortali ed eterni. Ma non siamo né
immortali, né eterni, né tanto meno immuni dagli accidenti
della vita. La vita è questa, e c'è un motivo in più
per godere appieno di quel poco che ci regala, non credi? Di fronte
al male, tutte le nostre stupide insoddisfazioni, tutti quei ragionamenti
sgangherati con cui tormentiamo la nostra mente, ci appaiono stupidi
e inutili.
Ieri, ad esempio, eri irritabile, probabilmente colpita nel tuo
amor proprio e nel tuo orgoglio; ancora ancorata a una situazione
distante da te diecimila anni luce, eppure ancora presente nella
tua mente e nel tuo ego. Genio cattivo di una lampada che continui
a strofinare anche se ingiallita dal tempo e lontana da quella Daniela
in cui ti sei trasformata o, per meglio dire, che è finalmente
venuta fuori. Ma a che serve? A che serve struggersi, lambiccarsi
o rodersi il fegato quando poi la vita, con un colpo solo, può
stroncare qualsiasi presunzione umana? Ecco perché ieri ti
ho voluto dare quel piccolo oggetto: un biplano d'argento che tenevo
per qualche occasione speciale. Ma poi ho pensato: quale migliore
occasione del fatto di vederla in una solare mattina di maggio?
E se poi mi dovesse succedere qualcosa, se dovessi avere un incidente
con la moto o con l'aeroplano e non facessi più a tempo a
dirle quanto ci tengo a lei? Perché aspettare... la vita
è ora, qui, adesso... inutile e stupido rimandare.
E allora cerca anche tu di essere in sintonia con te stessa e con
il mondo intero; impara a sentire le vibrazioni della tua anima
e a intonarle con tutto quello che ti circonda per vivere in armonia
e serenità. La vita è un piccolo miracolo e amare
è un miracolo ancora più grande per sciuparlo in sciocche
elucubrazioni. L'ego, quel maledettissimo ego che ci avvelena l'esistenza,
che ci ostacola, che ci ottenebra la mente peggio di una droga;
quell'ego così malsano e potente da arrivare perfino a distruggerci,
va fermato, lo capisci? E' l'unico, vero ostacolo per una felicità
modesta, come può essere quella umana, eppure così
difficile da raggiungere e da conservare.
Io sono qui, se questo conta qualcosa. Sono qui per sottolineare
le tue contraddizioni, le tue ansie e le tue paure e aiutarti a
superarle. Ho da offrirti pazienza, comprensione e amore nella misura
in cui ne sono capace: può essere un buon inizio per cominciare
finalmente a vivere, non trovi?
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