VICINO
A TE
Ciao bellissima,
Questa volta provo ad usare parole mie anche se mi è molto
difficile esprimere quello che ho provato da quando ti ho conosciuta.
A volte, chiuso nella mia solitudine, chiudo gli occhi, mi lascio
andare ed ecco che l’amore invade tutto: gli oggetti, le piante,
gli animali, le persone e a questo punto arrivi tu con i tuoi occhi,
i tuoi lineamenti, il tuo corpo, la tua bellezza, la tua intraprendenza,
che mi sorridi con la tua aria spensierata e tenendomi per mano
non mi fai tornare alla realtà.
Da quando ti ho parlato per la prima volta è scattato dentro
di me un qualcosa d’inspiegabile, di sorprendente, di magico
che mi ha fatto provare delle sensazioni a dir poco estasianti cui
non mi potevo sottrarre perché era come sottrarsi alla volontà
Divina.
Se anche tu hai provato delle sensazioni positive, non vedo perché
dovremmo sentirci in colpa. Ogni giorno ci viene chiesto di fare
ciò che è sbagliato ovunque noi andiamo: nel mondo
del lavoro, ad esempio, nei rapporti umani, nella quotidianità
delle nostre azioni, per televisione. Noi le facciamo e ci sentiamo
la coscienza a posto perché viviamo rispettando le regole
che questa società, ipocrita, invidiosa ed egoista, ci ha
imposto.
Basterebbe una piccola riflessione per capire che sono sbagliate,
ma siamo talmente impegnati e assuefatti che non ne abbiamo il tempo.
Io invece ho riflettuto molto su di noi ma non ho trovato nulla
di cui rimproverarci; quello che abbiamo fatto insieme non è
stato altro che vivere il momento, senza passato n’è
futuro, quindi assoluto e perfetto.
Credo che le relazioni abbiano una scadenza: uno, cinque, dieci,
vent’anni o, se preferisci, tutta la vita, dopo di che, come
i cibi, non è consigliabile consumarle. Forse la nostra era
speciale e, come i cibi migliori, aveva scadenza breve ed ora non
rimane che il ricordo del tempo passato con te che custodirò
come un tesoro dentro di me per sempre.
Ti ricordi la notte di Ferragosto sulla panchina in riva al mare?
Con in spalla il gatto nero, dopo averti dato un bacio ti dissi:
“Non ho mai sofferto per amore ma sento che questa volta soffrirò”,
come sempre le cose che sento si avverano e come sempre le cose
belle della vita finiscono e ti presentano il conto.
In conto comunque questa sofferenza l’avevo messa e anche
di questo devo esserti grato in quanto nella vita bisogna provare
tutto e sono soprattutto le cose negative che ci fanno crescere.
Non sono sicuramente quello di un mese e mezzo fa, mi sento più
arricchito, con la speranza di aver lasciato qualcosa anche a te
e, sotto un altro aspetto, riuscire a regalarti qualcos’altro
in futuro.
Certo avrei voluto che il nostro rapporto continuasse, ma non si
può avere tutto; a Ferragosto toccavo il cielo con un dito
ora mi sento un po’ sprofondare, ma così va la vita:
riuscire ad affrontare il trionfo e la rovina allo stesso modo e
accettare queste cose con serenità è gia un buon obiettivo
da perseguire ed io ci sto provando con entusiasmo.
Avrei tante altre cose da dirti ma ora è tempo di rileggere
quello che ho scritto, mi accorgo d’essere tutt’altro
che uno scrittore e mi viene voglia di strappare tutto, ma poi penso
che queste frasi mi sono uscite dal cuore e che mi ha fatto un immenso
piacere scriverle perché mentre scrivevo ero vicino a te,
così alla fine ho deciso di dartele.
Un bacio e un abbraccio
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