Maria
amore mio,
sai quanto mi è difficile parlare di ciò che penso
circa il nostro rapporto.
Da sempre ho provato a dirti cosa sento nel mio cuore senza mai
riuscire ad esprimere una sola parola. Eppure, dicono che io sia
un buon parlatore, che riesca ad esprimere concetti con estrema
facilità. Cosa frena la mia lingua nel momento in cui sono
accanto a te?
Devo dire che ho avuto una identica sensazione quando ho provato
a dire a mio padre quanto lo amassi, eppure ero pieno d’amore
per lui, ed ero lì proprio con questo proposito.
È penoso, è frustrante non riuscire ad esprimere i
propri sentimenti, ti assicuro; hai dentro di te un fuoco che divampa
e crei accanto a te un gelo che avvolge te stesso e chi ti è
vicino. Il mistero del mio cuore, già tanto inestricabile
e sconosciuto a me stesso, avrebbe bisogno di essermi svelato ed
io, invece, lo avviluppo sempre di più rendendolo impenetrabile.
Chi mai potrà aprire questa selva, chi avrà la forza
e la voglia di lacerare la corazza che blocca i miei sensi e chiude
la mia bocca? Scavando nella fossa dei miei ricordi, mi rivedo,
in tante occasioni, accanto a te, abbracciato a te… muto!
Convinto, peraltro, (ma che magra consolazione, ma come sono buono
con me stesso!) che bastino gli atti ad esprimere amore mentre tutti
sanno (anche io, anche io) che le parole sono necessarie, e che
sia il cuore a dettarle.
Il lento ed inesorabile scorrere dei giorni mi porterà ad
avere, alla fine, rimorsi su ciò che potevo fare e non ho
fatto, su ciò che potevo dire e non ho detto, sulle conseguenze
che questo comportamento ha provocato? Oppure sarò in grado,
un giorno, di sciogliere il nodo che mi attanaglia la gola, che
mi impedisce di parlarti riuscendo, finalmente, a trasmetterti,
oltre che con lo sguardo, oltre che col pensiero, quanto è
grande il mio amore, quanto, sin dalla notte dei tempi, il mio cuore
ti ha cercata, ti ha desiderata, ti ha attesa? Ricordi? All’inizio
del nostro rapporto, ti chiedevo, con molta insistenza, se mi amavi
e tu restavi silenziosa (non perché non mi amassi ma perché
la timidezza ti impediva di parlare). Il tempo ha trasformato me
in silenzioso testimone di un amore che si è man mano rafforzato,
che le turbolenze della vita non sono riuscite a scalfire ma anzi,
hanno reso più pieno e coinvolgente.
Ma tu, in silenzio, mi chiedi di darti sicurezze, chiedi certezze
che mettano
in fuga i dubbi (ingiustificati, credimi) che ti riempiono di angoscia
il cuore.
Ora tocca a me, a me che darei la vita per te ma non riesco a dirtelo.
Che strano essere, che torturatore devo sembrarti: vederti annaspare
in un mare in tempesta e non riuscire ad allungare una mano che
ti salvi, che ti dia gioia, serenità, amore. A volte penso
che non dico perché potrei mentire, provo a cercare giustificazione
al mio mutismo dicendomi che non ti amo,
perchè altrimenti non potrei non parlare. Non è così!
Io ti amo profondamente, non immagino la mia vita senza te; la tua
presenza mi è indispensabile come l’aria, come la luce.
Io che mi reputo forte, capace di superare ogni ostacolo, non passerei
un solo giorno senza amore per te, la mia vita sarebbe del tutto
inutile. Eppure, eppure, vedi? Le pagine sono finite e nulla è
cambiato; ogni cosa è allo stesso posto in cui si trovava:
anche stavolta non sono riuscito a
dirti quanto ti amo.
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