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LETTERA IN CONCORSO

PAURA D' AMARE


Vuoi sapere come sto? La rabbia è passata, è rimasta solo la tristezza, l’impressione di aver sbagliato tutto, l’idea di non aver dato il giusto pe-so agli eventi! Inspiegabilmente, Tu, mio adorabile sconosciuto, hai mes-so in forse tutte le mie certezze, hai donato il sorriso alle mie labbra e, senza scuse e pentimenti, l’hai trasformato, in seguito, in un lungo e sconsolato pianto. Tutto è iniziato per gioco, volevo una storia senza coinvolgimenti emotivi, senza parole sdolcinate, desideravo carezze e at-tenzioni, non certo la tua anima! Avevo tanto sofferto, ero convinta che non avrei mai più provato le emozioni del passato: il grande amore s’incontra una volta sola e ti distrugge per sempre. Dovevo accontentar-mi e tu eri li, dolce, educato, affascinante e sexy. Ti accontentavi delle sfuggenti attenzioni che ogni tanto ti davo e ti donavi a me senza riserve, senza mai chiedere niente in cambio. Improvvisamente i baci si trasfor-marono in una lotta con me stessa, dovevo convincermi di non provar nulla; non dovevo lasciarmi andare, mi ripetevo che non potevo sostenere nessun coinvolgimento emotivo, dovevo essere forte. Passando i giorni le mie difese diventavano sempre più labili, mi lasciavo andare ai sogni, pensavo alle cose che avrei voluto fare con te, aspettavo con ansia di ve-derti e di sentirti. Non so, per certo, quando sei entrato nel mio cuore ma improvvisamente mi accorsi che non ero più sola, che qualcuno mi pren-deva la mano, e ciò m’infondeva una gioia indescrivibile, annullava qual-siasi paura e preoccupazione, mi rendeva forte come non lo ero mai stata, adesso potevo sognare e affrontare il mondo con una gran voglia di vive-re. Improvvisamente tutto cambiò, iniziai a sentirti distante, quasi indif-ferente, e avvertii un triste presentimento che mi gettò nello sconforto, l’angoscia s’impossessò di me. Sprofondai nuovamente nel vuoto della mia solitudine Quel venerdì ti portò via come il vento: aspettavo che chiamassi ma le ore passarono invano, la chiamata non arrivò, né quel giorno, né mai più! Perché, perché ora che la fragilità aveva lasciato il posto alla forza dell’amore, ora che avevo ripreso a sognare. Come farò a dimenticare, chi mi toccherà come facevi tu, chi avrà il tuo profumo, chi potrà prendere il tuo posto? Sei entrato nella mia vita in silenzio e ne sei uscito sempre in silenzio, lasciando, però, un segno profondo senza dar-mi la possibilità di donarti il mio amore incondizionato e sincero. Ades-so, soltanto adesso, se mi abbracci nel silenzio, con la luna che invidiosa ci spia, puoi finalmente sentire il battito del mio cuore, comprendere la profondità di un’avventura! Non ho parole da dire, tattiche o filtri d’amore da preparare, ho solo bisogno che il mio pensiero voli oltre le case attraversi la città e giunga fino a te, che la forza del mio amore ti trascini inspiegabilmente, che il ricordo dei miei baci ti tronchi il fiato, che si dilegui ogni dubbio e incertezza e si cominci a camminare insieme, mano nella mano uniti per costruire il nostro futuro, per parlare di noi. Che la luna, il sole, le stelle, l’universo intero aiutino la mia anima, sor-reggano il nostro amore, cospirino per noi! Se tu vuoi torna da me, senza scuse e chiarimenti, ma se non vuoi, allora chiedo al mio cuore di ripren-dere la sua dignità, di andare avanti con orgoglio solo per la sua strada, conservandoti sempre un posto in prima fila. Ti ringrazio per la felicità che mi hai donato, perché con te ho superato la mia paura d’amare, con te che sei stato il mio secondo grande amore!

di: Nadia Barranca
titolo: paura d'amare

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