iscriviti alla newsletter di scrivimiamore

iscriviti alla newsletter di scrivimiamore ritorna alla home page

La nostra storia

La nostra storia

Era il 2000, tarda primavera, quando quasi per gioco, per noia o non so per quale altra ragione, incominciai a frequentare una chat, conoscendo più o meno gente superficiale, nulla di interessante, pensai che su di una chat, non potevo certo trovare cultura, intelletto, simpatia o amicizia e tanto meno cercavo l’amore, proprio io così distaccato dal genere femminile, dai sentimenti, no, non cercavo proprio nulla se non quello di trascorrere qualche ora, tranquillamente, staccando lo stress che in quel periodo il mio lavoro mi portava. Ma si sà il destino è sempre in agguato sino a quando continuando a scrivere assurdità su assurdità, conobbi una ragazza Toscana, una certa Virna, che si distingueva dagli altri chatters, si distingueva proprio per intelligenza, cultura e gioia di vivere, tutte cose che non avevo trovato sino ad allora e che non pensavo possibile incontrare in una chat. Abbiamo chiacchierato per giorni interi di problematiche quotidiane, di politica, di lavoro e aimè di un problema che ci accomunava…il soprappeso!!!
A mia insaputa, parlò di me ad una sua amica Varesotta che nei giorni a seguire, mi contattò con estrema riservatezza, omettendo che gli ero stato indicato proprio da Virna, e mi scrisse come se avesse indosso un’armatura impenetrabile e pronta a sferrare qualsiasi tipo di colpo mortale nel caso avessi sbagliato una sola frase, una sola parola.
Era pungente, arrogante, ma lì stava la sua dolcezza, una dolcezza, mascherata da tanta arroganza perché aveva paura. Questa è stata subito la mia impressione. In altri casi, l’avrei mandata subito al diavolo, non curandomi assolutamente di come potesse rimanerci, ma non nego che ne rimasi subito affascinato e cercai con tutte le mie forze di poterla conoscere realmente, senza lasciare queste parole che ci scambiavamo in un mondo virtuale e che potessero librarsi liberamente in questa dimensione surreale, priva di ogni sentimento.
Passò l’estate e nei primi giorni di settembre, quando ormai il nostro rapporto era basato anche su delle telefonate, pensammo di incontrarci a cena, ad una cena che potesse portarci ad un confronto diretto un confronto che sino a quel momento non era che stato di telefonate e chattate…Ricordo quella sera…una sera piovosa, la classica sera di metà autunno, frescolino e una pioggia battente che non dava tregua da qualche giorno, ma che mi aveva messo lo stesso, la gioia di vivere addosso, ricordo ancora oggi con un sorriso che proprio lei, Samantha, perché così si chiama l’amica di Virna, che mi disse che nel paese dove lei abitava era “l’urinatorio” d’Italia, ma non mi importava, nonostante l’umidità, il freddo e la strada poco percorribile, avevo indosso una voglia innata di conoscere questa fanciulla che così tante notti mi aveva tenuto sveglio pensando a elucubrazioni senza senso e la sua immagine riflessa in ogni angolo più sperduto della mente, mi faceva compagnia nel tepore delle notti insonni.
Arrivò quell’incontro, arrivò e stranamente ero eccitato, eccitato come un bimbo delle medie al suo primo incontro, eppure non mi era mai successo, cosa mi stava succedendo? La vidi scendere dalla sua auto nera, una cascata di biondi riccioli, faceva da cornice ad un viso dolce, entrò nella mia auto e dolcemente mi disse:” finalmente ci conosciamo…piacere io sono Samantha” e io come inebetito, le risposi:” piacere…Lorenzo” Dovevo riprendermi dallo stupore che mi aveva lasciato quell’incontro, il mio atteggiamento attonito, sembrava quasi che la divertisse e io che non ho mai avuto di questi problemi, con voce confusa le chiesi dove mi avrebbe portato a cena, e lei con un sorriso mi indicò la strada.
Solamente quando eravamo nei pressi del ristorante capì il suo sornione sorriso, stavamo entrando in un bosco e quasi come per rompere il ghiaccio le dissi ridendo:”ma posso entrare tranquillamente???non abuserai di me???”scoppiammo in una fragorosa risata e arrivammo al fatidico ristorante.
Un ristorante carino, molto caratteristico, improntato sia nell’arredamento sia nella cucina alla Bavaria. Ci sedemmo uno di fronte all’altra, scese un silenzio imbarazzante, io inebetito e lei imbarazzata.
Non ricordo chi ruppe il ghiaccio, ma la serata si avviò ad una piacevole conoscenza, una conoscenza che confermava tutte le mie aspettative.
Parlammo per delle ore, e come mai mi era successo, mi aprii completamente a lei raccontandole le mie memorie più private e anche lei fece lo stesso con me, lo stupire delle nostre chiacchiere e che avevamo un passato molto simile e le sue parole man mano che si accodavano, rendevano sempre più attendibile la mia tesi. Era una donna che aveva sofferto tantissimo.
La riaccompagnai alla sua macchina, sempre in mezzo alla pioggia che rendeva tutto molto romantico e la salutai con un tenero bacio sulla guancia, con la promessa che ci saremmo rivisti, quando ormai il chiarore dell’alba incominciava a farsi avanti.
Imboccai l’autostrada direzione casa.
Guidai in mezzo all’acqua per circa mezz’ora, mandandole con un sms tutta la mia ammirazione e la buonanotte, e con la mente orientata su di lei guidavo e guidavo, senza vedere la strada, senza vedere la direzione.
Arrivai a casa, ma ormai non c’era più il tempo per andare a fare un sonno erano quasi le sette del mattino e mi misi sotto la doccia come se fossi in trance pensando e ripensando a quella cascata di riccioli biondi che solo poche ore prima avevo accarezzato. Non riuscivo ad uscirne da questa situazione, non riuscivo perchè non mi ero mai innamorato e non conoscevo questo stato d’animo, non riuscivo più a controllare la mia mente, il mio fisico, i miei pensieri. Ero spaventato!!!
Si ero spaventato perché ancora non sapevo di amarla, non sapevo di questo sentimento a me sconosciuto e che mi aveva sempre fatto scappare di fronte a situazioni che mi facevano sussultare un po’ più del normale, invece questa volta ci ero caduto con tutto me stesso, ero caduto in quel mondo che tutti prima o poi sono destinati a conoscere.
Mi misi in macchina, per raggiungere l’ufficio, con la testa frastornata, pensavo a come lei avesse vissuto il nostro incontro e non trovavo pace, non trovavo pace perché non ero più padrone dei miei sentimenti. Ricordo perfettamente che ci siamo visti di mercoledì sera e che entro 3 giorni ci sarebbe stato il week end, non sapevo che fare anche se durante la giornata ci scambiammo sms, mail e telefonate, ma non voleva dirmi cosa pensava di me cosa pensava del nostro incontro, sino a quando sabato mattina mi mandò un messaggio al telefonino con sopra scritto:” vai a leggere la posta elettronica”, mi precipitai e scaricai la posta in attesa di poter leggere quello che mi aveva scritto. Lessi tutto di un fiato una lettera bellissima che esaltava qualità in me sconosciute, e attonito davanti al monitor, pensando come le mie efelidi avessero potuto colpire una donna, ci rimasi parecchio, sino a che timidamente le inviai un messaggio per ringraziarla di tante belle parole e che sicuramente nemmeno io conoscevo.
Trascorsi un fine settimana all’insegna dell’insogna come ormai ero abituato da quando questa fantastica donna era entrata a far parte di me, non c’è stato momento o attimo che il mio pensiero non fosse rivolto a lei, al suo viso alla sua voce alla sua immagine, pensavo che dovevo rivederla e credo che anche questo fosse il suo desiderio.
Incominciammo a frequentarci una volta alla settimana, il mercoledì, quando lei usciva dalla palestra dopo due ore di stepp e andavamo a cenare in localini sempre molto romantici e carini.
Forse si siamo visti tre, forse quattro volte, quando un sabato sera all’una circa di notte mi chiamò per dirmi che sua nonna era stata male, un terribile ictus, l’aveva colpita e lei così contornata da amici, aveva scelto proprio me per una parola di conforto.
Era il 30 ottobre del 2000 e non esitai la mattina dopo a saltare sulla macchina per incontrarla e farla sentire protetta anche dal male che aveva colpito sua nonna. Trascorremmo una domenica bellissima all’insegna di una gita al lago Maggiore, sembravamo due bimbetti alla loro prima passeggiata, nessuno dei due si avvicinava troppo all’altro.
Arrivò la sera e verso la strada di casa ci fermammo a cenare, per poi andare su di un monte alle porte di Varese che domina tutta la città e tra una stella, la luna, una carezza, le nostre bocche si incontrarono in un lungo e appassionante bacio.
Proprio la notte del 1°novembre, iniziò la nostra storia d’amore.
Promisi a Samantha che sua nonna l’avrebbero dimessa in fretta e che in fretta avrebbe recuperato, chissà se è stato il mio Angelo Custode o il caso, ma il destino volle che nonna Rosa nella settimana uscì dall’ospedale, portando un raggio di luce negli occhi della persona che più amavo insieme a Nicholas. Così il week end dopo organizzammo un fine settimana romantico per suggellare quello che ancora non era totalmente compreso dal mio stato d’animo…la nostra storia d’Amore.
Partimmo all’insegna di Venezia con pernottamento a Chioggia in un bel hotel che guardava proprio sulla laguna. L’imbarazzo era totale, io abituato a dormire completamente nudo, mi ritrovavo, per rispetto, a dormire con la tuta da ginnastica e lei con un pigiama di raso grigio perla. La tv parlava e scandiva immagini di programmi che a noi scivolavano sulle rotaie della nostra più totale indifferenza, eravamo troppo intenti ad abbracciarci e accarezzarci come due amanti che non si vedevano da mesi. Fù la nostra prima notte d’amore. È stato bellissimo.
Il giorno dopo passeggiammo per le vie di questa ridente cittadina, dove nonostante la giornata uggiosa, noi camminavamo sopra un raggio di sole che il destino aveva voluto donarci quella lontana tarda primavera tramite un modo insolito.
La nostra gita proseguì, come proseguì la nostra storia d’amore, tra alti e bassi, tra una persona che non era capace ad amare e un’altra che aveva mille paure e mille timori, ma l’amore era tanto e tanta era la voglia di viverlo, ma nonostante la nostra voglia di vivere quello che ci era stato donato, il destino era in agguato, pronto a colpirci là dove eravamo più deboli. Nei nostri affetti.
Come un fulmine a ciel sereno, diagnosticarono a sua mamma un carcinoma al seno, per la seconda volta e per la seconda volta vidi negli occhi del mio cucciolo un’ombra che era impossibile che io riuscissi a cancellare. Ma anche questa volta le feci una previsione rosea che riguardava la sua famiglia che ormai la faceva stare male da circa 12 anni e da lì a breve si realizzò anche quella oltre alla malattia della madre, ma proprio mentre le cose si stavano mettendo nuovamente a posto, e noi stavamo costruendo la nostra alcova, ecco il destino beffardo che si ripresentava alla nostra porta, spavaldo come mai e ci ritirava dentro con un nuovo carcinoma, questa volta diagnosticato a mio padre. Ci rimboccammo le maniche e incominciammo di nuovo tutta l’odissea, mentre per la mia incuria, la mia leggerezza, colpì nell’animo più profondo la persona che volevo sposare, che volevo portare con me nella mia vecchiaia, con una brutta storia di internet. Questo l’ha colpita in maniera credo indelebile anche perché avevo mancato alla mia promessa, le avevo promesso che mai l’avrei fatta soffrire, invece l’avevo colpita proprio mentre lei aveva abbassato la sua armatura e aveva puntato tutto su di me, ma solo Dio sa che mai l’ho tradita e mai la tradirei, ma da quel momento è tutto cambiato e oggi a distanza di 3 anni tra alti e bassi, stiamo concludendo la nostra storia che avrei scommesso fosse per sempre e che non credo che ne io ne lei potremo più rivivere una storia intensa e piena d’amore com’è stata la nostra. Oggi ancora ci amiamo e non riusciamo a lasciarci definitivamente ma il nostro stare insieme è come volerci trafiggere con delle spade acuminate che ci colpiscono a ripetizione. Si caro lettore che leggi queste righe sconclusionate , ma che avevo bisogno di scrivere, perché non posso dirle a lei, ormai non crede più in me, posso solo darti un consiglio: se hai una storia d’amore a cui credi, non spegnere ne in te ne nell’altra persona l’entusiasmo e la voglia d’amarti, perché io oggi, pagherei con 10 anni della mia vita, la possibilità di poter tornare indietro e poterla fare stare bene, serena e felice, ma purtroppo sono solo un umano e non posso far tornare indietro il tempo e nulla posso fare sugli sbagli commessi. Vorrei solo che tornasse in lei la voglia di invecchiare con me e continuare a progettare la nostra vita come facevamo in passato, farei di tutto perché ciò si avverasse.
Lorenzo

inviata da: Lorenzo, lunedì 15 novembre 2004

 

 

 

vai alla home page noi lasciaci un messaggio i siti amici per qualsiasi informazione

ritorna alla home page le vostre parole