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Tango y Amor

Caro Sebastiano,
mancano poco più di 24 ore a giovedì e mi sembra di impazzire dalla voglia di ballare. E’ un desiderio viscerale che nasce da dentro e si è impossessato di me, ormai da alcuni giorni e, non mi lascia alcuna tregua, mi tiene inchiodato a se, con tutta la sua aurea di sensualità.
Vorrei dividere con te questi miei intimi pensieri ma non mi è concesso cercarti e non mi è concesso spalancare le porte al mio intimo, perché se lo facessi non riuscirei più a controllare questo flusso di emozioni che mi annientano con tutto il loro fascino sottile e finirei per desiderarti più di quanto non stia desiderano di ballare con te ora e potresti accusarmi di soffocarti o di scavalcare i limiti imposti dal nostro essere a metà tra amici e conoscenti.
Eppure, dentro me c’è un fuoco che arde e incendia ogni più piccola e intima parte di me, mi lascia senza respiro ed io rimango attonita davanti alla sua forza, incapace di resistere e di mantenere le sembianze razionali di persona umana.
Tutto ciò si è impossessato della mia mente, rendendomi fragile, vulnerabile e totalmente dipendente da questo improvviso desiderio che mi accende il cuore e, con le sue vampate di estenuante calore, mi arrossa le guance e mi costringe ad abbassare gli occhi perché i pensieri che scaturiscono da questo mio cofanetto privato quale è la mia mente, sono troppo audaci ed io non sono in grado di sostenere la loro estenuante forza provocatrice.
Vorrei che la mia mano stringesse la tua mentre l’ altra ti invita in un abbraccio portandoti così vicino a me, da far nascere una sottile elettricità tra di noi, generando infinite scintille che scuotono la mia schiena con innumerevoli brividi inconsueti che mi inchiodano alle mie emozioni, ancor prima che me ne renda effettivamente conto.
I miei occhi, brace ardente, svelano molti più segreti di quanti io vorrei che tu conoscessi ma mi è impossibile celare sotto ghiaccio ciò che per me è fuoco soprattutto sapendo che la tua vicinanza è come l’ alcool… e io brucio accanto a te e tu nemmeno te ne accorgi.
Vorrei chiudere gli occhi e abbandonarmi in questo nettare inebriante, profumato di emozioni, filtro magico di passioni mai svelate, consapevole che per i prossimi tre minuti della nostra vita, il mondo siamo noi, nulla esiste attorno a noi: due corpi che si uniscono e celano un tacito legame tramite dita che si incrociano in un unione quasi mistica.
I miei occhi scompaiono nel profondo dei tuoi e i tuoi affondano nei miei fino a perdersi nell’ oblio più infinito e così, annientata dalla tua presenza, ubriacata dal bisogno quasi spasmodico di appartenerti, mi abbandono a te, inconsapevolmente, perché non posso farne altro in quanto non esiste cosa che io non desideri di più al mondo che diventare, in questo brevissimo lasso di tempo, parte di te.
Vorrei riuscire a farne a meno ma, rinunciare a ciò equivale a morire lentamente, invocando la fine perenne e non poterla avere perché il tumultuoso tormento che sprigiona il mio intimo è una tortura a cui non mi è concesso sottrarmi.
I lucchetti più nascosti saltano e tu sei libero di impadronirti di me, nel modo più totale e profondo perché tutte le mie barriere sono state annientate dalla tua presenza.
Io ti seguo, ti seguo si’… ovunque tu voglia portarmi, non mi importa dove, non mi importa come, basta non staccarmi da te, prelibatezza che il mio palato brama assaggiare.
Mi abbandono a te: conducimi verso l’ oblio, mostrami quegli universi che ancora mi sono sconosciuti, sii per me inferno e paradiso, azzerami, annientami, attraimi a te, respingimi, stuzzicami e gioca con i miei sensi fino a quando non mi senti completamente in balia di te, sìì il mio personale supplizio di Tantalo fino a quando non senti che ogni mio atomo sta impazzendo dal bisogno di fondersi con te, travolgimi, possiedi ogni più segreta caverna del mio intimo e ogni centimetro più nascosto del mio corpo.
Voglio essere la tua droga: da me non potrai staccarti e, se lo farai, sarà come se ti si strappasse l’ anima e allora, ritornerai a stingermi in un tuo abbraccio, a rimarcare la proprietà su di me, possessivo e geloso di questo tesoro che hai tra le mani, raro e fragile come un diamante e, proprio perché così prezioso, fin troppo facile da perdere per sempre.
I nostri corpi gridano disperati la loro smania di appartenersi, le nostre labbra si chiudono in silenzio: i nostri cuori palpitano nei nostri petti e il loro battito cadenza i nostri passi: senti il mio respiro sempre più veloce, senti la mia pelle che brama il tuo contatto, senti i miei occhi assaporare il tuo sguardo anche se sono chiusi ed io sento che vorresti sovrastarmi e, come un leone che difende il suo territorio, stringermi a te per proteggermi, cullandomi con trasporto in un protettivo abbraccio che cancella e annienta tutte le possibili insidie che potrebbero interferire con questo momento di assoluta felicità.
Musica, magia, follia, desiderio, passione, emozioni, feeling, prendersi, lasciarsi, rincorrersi, appartenersi: questo è tango. Passione e malinconia, presente e passato, corpo e mente, non più io, non più tu, semplicemente noi.
Essere il tuo spazio privato che custodisci con dovizia, sincronizzati come le lancette di un orologio che percorrono uno stesso percorso ed impetuosi come le onde dell’ oceano travolte da un’ inaspettata tempesta dei sensi.
Sii il mio spazio vitale in cui trovo le energie e la forza per rigenerarmi.




Carolina

inviata da: Sorriso85, domenica 21 novembre 2004

 

 

 

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