iscriviti alla newsletter di scrivimiamore

iscriviti alla newsletter di scrivimiamore ritorna alla home page

L'inizio

Vorrei tanto scalare la montagna, ma la strada esatta non riesco a trovarla.
cammino lungo viottoli e seguo il corso di lunghi, corti fiumi, fiumiciattoli dal colore argenteo che gli dà la luna. luna conosco a memoria la tua faccia sempre uguale che mi segue ormai da molti anni ma che illumina sempre percorsi strani e lunghi, ho paura che tu mi nasconda qualcosa.
a volte guardo il cielo pieno di stelle che non riesco a toccare ma che un giorno prenderò quando ti avrò scalato montagna. non mi indicano le stelle la strada ma fanno compagnia come i ricordi dei viottoli ormai passati ma mai dimenticati.
ho sentito parlare di una dea, lei conosce la grande strada; vorrei incontrarla, farmi condurre fino in cima e con lei toccare le stelle che si fermeranno a contemplare il nostro arrivo.
ho incontrato false, dee bugiarde ad ogni viottolo. le ho lasciate lì, chissà se mi pensano in questa notte così calda e fresca di vento.
mi fermo un attimo e sedendomi su un masso per riposare vedo il giorno che arriva portato dal grande sole. seguo per caso una delle sue lunghe braccia dai mille colori e la sua mano porta i miei occhi sulla vista di una cascata d’oro. mi avvicino stupefatto e la metamorfosi ebbe inizio.
la cascata, i suoi capelli; il fresco terreno del mattino, il suo corpo bagnato di rugiada che luccica come un cristallo. si gira verso di me: dal colore della sua pelle emana un profumo di rose, il suo volto è accecante dallo splendore della sua bellezza.
non so cosa fare e dai miei occhi escono lacrime.
l’ho trovata, è lei la mia dea. come già sapesse cosa volessi, allunga una mano e accarezzandomi gli occhi si bagna, sulle sue dita gli rimangono le mie…lacrime… e sussurra con voce cherubina “non piangere ragazzo, perché devi piangere, vieni con me, io conosco la grande strada”.
e insieme ci incamminammo a fermare il firmamento.
e allora le dissi “dea, dove siamo, a che punto siamo, a quale distanza dalla meta?”
e lei “non ti preoccupare stammi vicino e vedrai che tutto andrà per il meglio. girati! guarda! non vedi cosa hai lasciato ai piedi della montagna? sono tutte loro, le false dee! e ora guarda cosa stai portando e quanto hai raccolto in questo inizio di cammino. non vedi, sono tutti i mattoni che serviranno a costruire il nostro castello, lassù, in cima. non siamo nemmeno a metà strada, ma abbiamo già superato numerosi ostacoli che ti hanno irrobustito e ti hanno fatto capire molte cose”.
aveva ragione e il peso dei mattoni sulle mie spalle, raccolti in un sacco, era un’inezia perché sostenuto da lei, la mia dea.
“grande dea, man mano che saliamo splendi sempre di più e tutta la luce che emani mi dovrebbe accecare ma non è così. tu sai il perché vero, è il tuo amore a proteggermi?”.
“si, ma è anche merito tuo perché se non ti fidassi pienamente di me, il mio cuore lo sentirebbe e svanirei così come sono apparsa”.
“mio unico amore, ti seguirò ovunque ma se sono stanco fammi riposare sul tuo seno morbido e candido, se sono affamato nutrimi del tuo amore, se inciampo e cado rialzami e curami se sono ferito anche se farà male la guarigione non ti preoccupare. mi rendo conto che più saliamo e più ti amo e ti sento mia, ma tu dovrai anche essere libera di illuminarmi quando vorrai, perché l’ho capito che sei il sole e, quando arriveremo in cima, la tua metamorfosi sarà completa, sarà allora che mi sentirò riscaldato pienamente dal tuo amore”.
“adesso taci e goditi questa giornata che non è come le altre perché oggi hai capito molte cose e questo mi gratifica ancora di più. sento che ti sto amando anch’io”.
“ti amo”.
ci guardammo negli occhi mentre pronunciavamo queste magnifiche due parole contemporaneamente; sembrava un sogno, ma era realtà.

inviata da: Frog77, martedì 23 novembre 2004

 

 

 

vai alla home page noi lasciaci un messaggio i siti amici per qualsiasi informazione

ritorna alla home page le vostre parole