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Buonasera Amore

Buonasera Amore,
ti spaventerai nel leggere questa parola, ed è ciò che voglio: spaventarti.
Osservarti terrorizzato che cerchi di scappare. E poi aprire la gabbia e lasciarti libero.
Ma per un attimo, per un istante eterno, devi sentirti braccato, giusto il tempo di elencare le lettere A-M-O-R-E con alfabetica e scolastica precisione.
Non so come si scrive una lettera d’amore ad un Amore che non vuole sentirsi chiamare Amore, e che tuttavia, è stato il mio Amore, solo per una sera.
Spero che scrivendo più volte questa parola, alla fine si materializzi la tua faccia e il tuo sorriso.
Una specie di magica invocazione, di formula, di rituale.
La ripeto all’infinito, ma non appari mai, o non appari più. Manca qualche zampa di rana nella pozione, o forse il mio grido e la mia nenia sono troppo poco convincenti.
Come si fa a non amarti? Anche con le tue fughe, con i tuoi furti. Sei un abile ladro di baci e di abbracci. Io, un gioielliere in combutta con il ladro, il meno affidabile dei tesorieri.
Ti scrivo in questa sera che non ci sei. In una delle eterne sere in cui il tuo non esserci nel mio esserci stride di mala sorte. E pensare che ne verranno mille altre di sere così, mille altre stelle cadranno e non si porteranno dietro i miei desideri. Mille altre lettere che non leggerai e a cui non risponderai. Mille cuori incisi nella cera colata che non vedrai e mille speranze che non conoscerai.
Sei altrove, Amore.
Vorrei chiederti dove, ma la libertà è il più prezioso dei doni e la più bella delle parole che non ti ho detto. Fai ciò che vuoi e fallo per come sei. Che tutti capiscano, incontrandoti, di aver avuto davanti agli occhi un miracolo. O un ladro.
En vuz ma mort, en vuz ma vie.

inviata da: Fresne, martedì 23 novembre 2004

 

 

 

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