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Speranza

Ciao Silvana, io non riesco ad arrabbiarmi con te ho solo la forza di
arrabbiarmi con me stesso per tutto ciò che mi sto facendo.
Con te ho passato momenti indimenticabili che non scorderò, come il
primo bacio timido e leggero di dolcezza, datoci sotto quel manto di
stelle sul piccolo piazzale di quella chiesetta o di quei momenti di
grande complicità subito dopo aver fatto l'amore, restando abbracciati
per non far finire quel istante di fusione ed aderenza e mi piacerebbe
molto ripetere all’infinito quegl’attimi.
Forse la mia è una chimera, forse sono io incapace d’amare, ma il mio
desiderio era trovare un amore semplice pulito e presente, non un amore
che corre e fugge per paura di decidere.
Invidio molto le persone che vedo passeggiare sotto casa, al parco
della Pellerina o in qualsiasi altro posto, che tenendosi per mano,
senza aver timore di essere visti, ma felici di guardare avanti con
pieno coraggio di affrontar l'ignoto e ogni ostacolo o difficoltà che
si presenta sulla loro strada cercando di superarla insieme, non
lasciando le proprie mani ma stringendole più forte.
Ho accantonato gran parte dei miei problemi per ascoltarne altri e per
quanto mi era possibile aiutare a risolverli, ma mi rendo conto solo
adesso che non sono stato di grande aiuto, anzi forse ho contribuito ad
aumentarli sia quelli miei che quelli altrui.
In questi ultimi giorni avevo visto uno spiraglio di luce filtrare da
una porta che fino a quel momento era chiusa, la tua proposta di andare
in vacanza insieme l’aveva spalancata ed io mi son fatto in quattro,
spostando giorni di ferie e trovare tutto ciò che poteva essere
necessario per varcare quella soglia e vivere finalmente un momento
tutto nostro, vedendo finalmente dopo tre anni il tuo piede fare il
primo passo sicuro e deciso e non come un passo della salsa che va
avanti e poi torna indietro ripetendosi ininterrottamente per restare
esattemene nello stesso punto di partenza.
Sì mi ha fatto molto male scoprire che il quel passo era tornato
indietro e vedere quella porta chiudersi all’ultimo momento con un
rumore assordante proprio davanti ai miei occhi e colpendo mio naso
trasformandosi, diventando come il portone di una cattedrale e se è
vero ciò che mi hai sussurrato all’orecchio più volte dicendomi di
amarmi, allora forse è arrivato il momento di farmi vedere anche il tuo
coraggio riaprendo quella porta e senza indugi varcare la soglia
insieme passo dopo passo ma guardando avanti verso l’ignoto di tutti.


Ti amo tanto tantissimo....forse troppo, ciao.


Carmelo

inviata da: Neruda19, martedì 14 dicembre 2004

 

 

 

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