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Lettera d'amore e di dolore

A Saverio,
a te, mio inquietante sconosciuto, voglio scrivere una lettera d'amore.
Amore.....parola troppo impegnativa per i nostri brevi e segreti incontri.
Tu mi abbagliavi con la tua luce. Chiudevo gli occhi. Mi dicevi:
"Apri gli occhi e guardami" li aprivo, ma solo per pochi attimi.
Mi ripetevi: "Apri gli occhi e guardami" Non sono riuscita a chiederti perchè.
Mi bastava guardarti per perdermi nel velluto del tuo sguardo, nelle pieghe del tuo volto senza sorriso, nella mia emozione per te.
Mi chiedevi: "Ti è piaciuto?" - "tu non sai quanto" - ti rispondevo.
Ti chiedevo: "E a te è piaciuto?" - "non te ne sei accorta?" - mi rispondevi.
Pensavo: la passione adesso, come una grazia ricevuta, come un dono grande, come il disgelo dopo l'inverno.
"Ci vedremo ancora?" ti ho chiesto.
"Perchè non dovremmo più vederci? - mi hai risposto.
Ed ora, nel giardino dell'esilio, dove mi hai confinata, posso solo piangere.
Non cerco parole consolatorie.
Questo dolore è mio, solo mio. E' l'ultimo ricordo che mi resta di te.
Nel giardino dell'esilio io posso solo piangere.
Una spina di ghiaccio nel cuore.
Una spina di ghiaccio nella gola che non si scioglieranno mai.
Tutto si spegne. Mi scavo la fossa nella foresta del dolore.
So che la mia vita è finita. Finita nel momento in cui mi hai cercata. Finita nell'attimo in cui ti ho visto e ti ho guardato. Finita quando per la prima volta ti ho sentito entrare dentro di me. Mi è uscito un grido che tu hai soffocato in un bacio e mi hai chiesto perchè.
"Perchè sei tu.......perchè sono io............" - ti ho risposto.
A te, mio inquietante sconosciuto, la lettera d'amore e di dolore che non leggerai mai. -
murphy.

inviata da: Murphy, venerdì 17 dicembre 2004

 

 

 

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