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Lettera

Giulia diceva che vivevo la mia vita come se fossi dentro un film. Forse aveva ragione.
Intendo,non sarei qui a scriverti,se non fosse così. Scrivere e chi,poi?Ad un immagine impressa su carta fotografica?Al prodotto di agenti chimici a contatto con la pellicola?A un insieme di campiture accostate fra loro?O sei di più?Forse sei quella che aspettavo,forse sei tu il Godot che in tanti hanno invano atteso?( Godot è una donna,vero Samuel?.. se così non fosse concedimi questa licenza..).Sono qui,davanti a te,davanti a quel sorriso che rimarrà eterno. Cosa c’è di più bello che contemplare il sorriso di una donna?roba da perdere il fiato,la tua gola si fa dimora di marinai,il tuo esofago diventa fune,tabula rasa per i loro nodi che gli permetteranno di issare le vele e andare lontano. E permetteranno al sottoscritto di navigare verso te.
Devo solo trovare la forza di togliere quell’ancora che di nome fa paura. Più pesante del ferro,del piombo del cemento. Vorrei entrare in questa foto,farmi spazio tra le persone che ti circondano e vivere quel momento di eternità con te. E’ quasi un minuto che sono qui immobile a fissarti,non so chi sei,conosco solo il tuo nome. Conosco i tuoi occhi,il modo in cui ridi, conosco una tua sola espressione. So che hai un maglione a righe e una maglia girocollo nera. So che i tuoi capelli disegnano trame confuse per poi accarezzare le tue spalle. So anche che mi hai dato la voglia di scriverti,di riversare sulla tastiera pensieri che forse non verranno mai letti. So che hai smosso la quiete dal fondale, ho visto la sabbia muoversi e salire come farina.
Sono pazzo. Lo so. Lo penserei anch’io se non mi conoscessi. Il fatto è che mi è già capitato. E ogni volta non mi è stato possibile frenare. Ho sempre dovuto sbatterci il muso,portare avanti la mia idea e lasciare tutto nelle mani del destino. Ma sono fatto così,seguo l’istinto,a volte lo interrogo per cercare conferme ma vado sempre avanti consapevole che quello che sto facendo potrebbe apparire irrazionale. Non è facile farmi sbandare,la paura a volte ti pone davanti barriere che paiono insormontabili. I fantasmi di un passato non ancora tale ti fanno spesso visita e tu vorresti non essere in casa. Ma loro ti aspetterebbero comunque,e non se ne andranno fin quando non avranno compiuto la loro opera. Ma il tuo sorriso,Dio mio,il tuo sorriso mi ha aperto un mondo davanti.
E’ come se mi avessi donato l’antidoto contro ogni dubbio,ogni incertezza. E’ stato come imbattersi in un filone d’oro tra le tenebre di un anima severa. Adesso capisco cosa ha provato quel tizio che mezzo millennio fa ha visto tra le nuvole una terra del quale fino ad allora si ignorava l’esistenza. Angoscia e speranza devono essersi fuse in un vortice,travolgendolo,invadendolo e lasciandolo inerme alla mercé del mare.
Ed eccomi qui,spossato sulla spiaggia del tuo mondo,stremato dal viaggio ma curioso di scoprire l’isola a poco a poco. Come un Robinson dei giorni nostri imparerò a sopravvivere insieme a te,scoverò le meraviglie che la tua isola nasconde,ne ascolterò il respiro ed in simbiosi proverò a coglierne i frutti.
Ok, per oggi basta metafore,chi legge abbia la cortesia di perdonare le mie evoluzioni linguistiche,mi rendo conto che a in queste situazioni dovrei far visita ad un bravo meccanico per farmi dare una registratia ai freni. Spero comunque tu ne abbia colto il senso,non chiedermi il perché,non otterresti risposte sensate.. Ho promesso a me stesso che continuerò a camminare finché non mi imbatterò di nuovo in te,per scoprire chi sei veramente,per guardarti negli occhi,per dare un senso alle parole che hai appena finito di leggere.

inviata da: Codiceinverso, lunedì 20 dicembre 2004

 

 

 

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