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A Giovanna

Cara Giovanna,
ricordo come fosse ieri gli scalini della stazione che separavano il mio sguardo dal tuo.
Lì in cima c'eri tu, rivolta di spalle, con i tuoi capelli color carota e le cuffie nelle orecchie.
Eri un'estranea, ma è bastato passarti avanti, guardare i tuoi splendidi occhi e sorriderti per scoprirti come l'amore di una vita.
Il tempo però ci ha soffiato via, lontano, come fa il vento, tra attimi di passione, tenerezze e gioie per poi prendere a girare vorticosamente le nostre anime tra vecchi e nuovi ostacoli.
La tempesta ci ha buttato nel buio più profondo dove tutto sembra finito e dove ogni parola porta dolore, però ci ha lasciato anche un dono nel cuore, l'amore.
Questa volta parlo d'amore vero, quello che abbiamo scoperto solo dopo che le nubi dei nostri egoismi e desideri sono state spazzate via per dar spazio ad una difficile accettazione; sta a noi non farle tornare per non permettere che il sole diventi un semplice fiammifero che consumato si spegne lentamente.
Non vedo l'ora di risalire gli scalini della stazione.
Ti amo
Marco

inviata da: Marco A., giovedì 23 dicembre 2004

 

 

 

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