iscriviti alla newsletter di scrivimiamore

iscriviti alla newsletter di scrivimiamore ritorna alla home page

home > le vostre parole > lettere > sara'89 > Quel velo azzurro

Quel velo azzurro

Ho assaporato la dolcezza, la nitidezza, il candore di quel cielo immenso; grande pių del paradiso, grande pių del mare, grande quanto il mio cuore. Ho vissuto tra le nuvole, quelle bianche e fresche nuvole del torpore mattutino; quel torpore del risveglio tanto dolce e tanto amaro. Di quando apri gli occhi e ti accorgi che non era altro che un sogno, e vuoi riaddormentarti, ma non ce la fai. Il sonno č ormai passato. Le speranze sono vane, il mio cuore scoppia, corre, rimbalza... si secca! Si č ormai prosciugato, niente vuol farlo tornare allegro e pimpante come prima, come quando rideva, giocava, cantava con gli amici e quando ti vedeva... esultava. Un coro da stadio, un coro celestiale, il coro della mia anima e del mio cuore e dei miei occhi e delle mie labbra. Note infinite, dai mille colori, che coloravano anche i cieli, quelli pių bui, quelli colore della pece. Ero un gabbiano bianco che volava su quelle distese infinite di odio e rancore. Ero un gabbiano libero, distratto. Distratto dai colori e dai profumi della vita; quella vita tanto gaia, tanto morbida tanto...! Le mie ali erano grandi e bianche, molti le invidiavano, molti le ammiravano, molti le volevano. Erano mie, solo mie quelle ali immense di gioia, pace e amore. Un amore che mi chiudeva gli occhi, mi faceva volare in luoghi nuovi, bui, ma che io vedevo azzurri... Volavo nell'azzurro dei tuoi occhi, libera da ogni malessere, pronta a tutto pur di arrivare lė: La fine del cielo, dove tutto cessa ed č solo amore, una serena gioia del cuore, degli occhi, per le mie ali... Quante persone mi hanno detto che sono stata daltonica! Quell'azzurro era solo apparenza, era la mia immaginazione del risveglio dei sensi; credevano di essere svegli, ma era un velo. Quell'azzurro era un velo davanti ai miei occhi da gabbiano, sinceri fin troppo, illusi fin troppo. Mi gettai in picchiata su quell'azzurro affascinante, incurante dei miei difetti, incurante della mia vergogna, incurante di tutto e di tutti. Sbagliai! Le mie ali, le mie ali non si muovevano pių, non riuscivo a sbatterle pių... Cadde il velo. Ecco il mio grande errore. Oggi sono ancora qui a ricordare quell'azzurro splendente, di pace, di gioia. Sono qui che penso alla mia vita di prima, ai miei voli spensierati, a quel mondo di profumi e colori. Poi mi giro. Guardo le mie ali, sono ancora inchiodate dalla pece del tuo cuore. Il mio piumaggio č nero, sporco, sudicio, sudato dal mio dibattermi per liberarmi dalla morsa di questa sostanza infernale. Ma poi penso... č tutta colpa mia, mi ci sono voluta lanciare io nell'azzurro dei tuoi occhi, mi sono illusa io di quel colore meraviglioso. Non sono mai riuscita a raggiungere la fine dei cieli, ma ci ho provato tante volte. Mi dibatto ancora per liberarmi, ma pių mi dibatto pių la presa diventa forte, stretta! Penso... mi giro... ti sogno!

TI AMO

inviata da: sara'89, giovedė 24 febbraio 2005

 

 

 

vai alla home page noi lasciaci un messaggio i siti amici per qualsiasi informazione

ritorna alla home page le vostre parole