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Una stella caduta

A te avrei scritto cento di lettere se solo me l’avessi permesso. Vederti mi faceva sentire protetta e amata, e nulla al mondo mi avrebbe fatto scendere dalla nuvola i cui mi avevi fatto volare. Ero una farfalla e tu le mie bellissime ali, ero un ape e tu il nettare, ero un orso e tu il mio dolce miele. Perché non posso più assaggiarti? Muoio ogni giorno di più per la tua mancanza.

La tua indifferenza mi uccide un colpo dopo l’altro, come una lama affilata che apre la mia ferita ogni momento di più. E più cerco di risanarla e più si apre e la sento sanguinare. Chi asciugherà le mie ferite?
Vorrei ancora che le mie parole toccassero il tuo cuore per farti capire quanto sei importante per me.
Vorrei sentire Il tuo respiro regolare nel silenzio tra i miei capelli e sulla mia pelle, i battiti dei nostri cuori in sincronia e il mio respiro che si unisce al tuo a formare una nuova melodia.
Ormai il tuo viso è scolpito nel mio cuore e i miei pensieri non riescono a volgere lo sguardo altrove tanta è la luce che emana. Potrei cambiargli i lineamenti per abbruttirlo così che i miei pensieri non lo guardino più, per dimenticare, ma come si può cambiare un opera di tale valore? Anche se potessi rimarresti comunque inciso nel mio cuore come sei sempre stato dal giorno in cui ho incominciato a conoscerti.
Vorrei sfiorare ancora la tua anima e sentire che per te valgo più di qualsiasi stella dell’universo.
Ero il tuo angelo e adesso sembro più un fantasma di qualcosa che è stato e che forse tu non vuoi che riaccada.
Guardami ancora con i tuoi occhi luminosi esprimi quella dolcezza che solo io posso appagare, so che senti il bisogno di essere consolato, abbracciato coccolato come solo io so fare.
La tua bocca morbida lambisce i miei pensieri e scalda il mio cuore ricordandogli quanto è accaduto e sperando che il miracolo possa ancora ripetersi.
Con le tue mani grandi e forti e calde vorrei che disegnassi ancora i miei confini delimitando quell’unione di nulla che era in tuo possesso e fremeva per te, entrava nei tuoi pensieri, era te.
Se potessi ancora sfiorare la tua guancia e tenerti sul mio petto e tra le mie braccia e cercare il mio riflesso nella tua mente attraverso i tuoi occhi, sarei essere più felice della Terra.
I tuoi occhi come fari nella mia mente, la tua bocca come una morbida spugna sul mio corpo e sul mio viso, le tue mani grandi e gentili sul mio collo e tra le mie, le tue forti braccia intorno a me a proteggermi e tenermi più legata possibile a te e non lasciarmi mai più.
Sentire il mio corpo contro il tuo a formare un elemento solo.
Questo è quello che non ho più, amore mio. Ti ho amato più di me stessa e ti amo ancora incessantemente, ma se non puoi tornare questo è il mio addio.
Sarai sempre presente nel mio cuore,
la tua vecchia stellina ormai caduta,
Nicky.

inviata da: Nicky, martedì 3 maggio 2005

 

 

 

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