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Addio, un pensiero

Addio…addio? Ma che stai dicendo… ma non doveva essere un "Arrivederci"?
Come posso essermi sbagliata? Ero convinta che volessi prenderti una pausa e poi saresti tornato da me ma A-D-D-I-O esclude un possibile ritorno.
Avresti potuto almeno salutarmi con "ti chiamo tra qualche giorno" oppure "ci sentiamo", così io mi sarei aggrappata alla speranza di poterti incontrare ancora e avrei capito col tempo che mi sbagliavo, che non ci saremmo mai più visti…col tempo avrei superato il dolore…ma ADDIO non mi ha permesso di riprendermi lentamente, mi ha scagliato contro la verità senza darmi la possibilità di reagire, mi ha gelato il sangue…o forse è la pioggia incessante che mi sta facendo tremare…ma che faccio qui fuori, bagnata fradicia, con la mano alzata a salutare qualcuno che non esiste più nella mia vita…devo forse schiarirmi le idee? O magari aspetto che la pioggia lavi via la solitudine e la malinconia che si stanno impadronendo del mio corpo…o forse deve cancellare i miei peccati come se fosse una doccia purificatrice…peccati…peccati…forse sto esagerando….erano solo errori dettati dalla paura…dal terrore, direi, di rimanere da sola…proprio come mi è successo…sto davvero gelando…forse è meglio che rientri…
che strana sensazione entrare in casa e capire che è vuota…ma almeno qui fa caldo, chissà se anche la tua nuova casa è calda…magari c’è qualcuno che ti sta aspettando…non riesco a pensarci…come faccio ad immaginare un’altra donna al mio posto…è lacerante…ho delle fitte allo stomaco…dovrei mangiare qualcosa…ma che faccio, tanto non passeranno certo con del cibo…non è fame è rabbia…ti odio Stefano perché mi stai riducendo a vivere una vita che non mi appartiene…ti odio perché non è giusto che le lacrime mi righino il viso…perché proprio io…perché hai scelto di ferire me…io volevo solo starti accanto…ma cristo, è così difficile? Sono confusa…non mi sarei mai aspettata una atteggiamento del genere…ma che ti ho fatto? Ma dov’è che ho sbagliato? Mi passano davanti agli occhi i frammenti della nostra storia ma non riesco a ricostruire un’immagine nitida…vedo parti mescolate ma non riesco a cogliere l’insieme…forse è questo ciò che mancava…una totalità, una fusione…ma tu non hai mai voluto che fossimo una persona sola, hai sempre detto che prima di essere una coppia eravamo due identità singole con personalità molto simili, non mi hai mai permesso di penetrare nella tua intimità a tal punto da ritagliarmi uno spazio nel tuo cuore…la razionalità: ecco quello che ci ha fregati…i ragionamenti cavillosi su ogni nostro singolo comportamento, la ricerca di una spiegazione logica per ogni gesto, ogni parola …non ci siamo concessi di essere pazzi, liberi…l’amore non si accorda con la ragione, l’amore è delirio allo stato puro, è squilibrio, è turbamento interiore…avremmo dovuto sentirci vibrare da qualcosa che non si può anzi non si DEVE spiegare!… eppure mi sembra che tutto questo all’inizio ci fosse…sì, Stefano, all’inizio eravamo in preda all’irrazionalità…non ci sembrava nemmeno possibile fermarci a pensare a quello che facevamo perché eravamo troppo occupati a farlo!!! Ma il meccanismo si è improvvisamente inceppato…tu ed io, Adamo ed Eva del 2000, senza nessuna inibizione o vergogna, abbiamo cercato di cogliere il frutto della conoscenza e su di noi si è abbattuta l’ira divina…abbiamo iniziato a guardarci con occhi diversi… ci analizzavamo con sguardi clinici pronti a cogliere ogni sfumatura anomala e a catalogarla…eravamo le cavie dell’altro…ci usavamo per sperimentare azioni e reazioni per comprendere fino a che punto la psiche umana si può spingere…due chirurghi sadici pronti a colpire alle spalle per provocare…provocare…provocare una rottura feroce e implacabile…entrambi vittime e carnefici in un gioco fatale dove ne siamo risultati entrambi perdenti…si, Stefano, hai perso anche tu…hai lasciato sfuggire la possibilità di scoprirmi senza analizzarmi, di lasciar affiorare gradualmente i lati più misteriosi del mio carattere…non ti ho mai chiesto di essere il mio psicologo, non era necessario che tu scavassi troppo e troppo in fretta dentro di me con il solo scopo di portare alla luce i difetti che maggiormente ti infastidivano…avresti dovuto lasciare che la nostra storia facesse il suo corso, senza forzature…se solo…se solo…mi sento molto stanca…vado a stendermi…mmmhh, il letto mi sembra così grande, c’è uno spazio vuoto accanto a me…ma questo si può colmare, è il vuoto che ho dentro che non si riempirà velocemente…cristo che rabbia…ma perché abbiamo cercato di trovare dei significati per ogni momento delle nostre vite? Da un certo punto ci siamo guardati con occhi diversi, offuscati da un filtro che ci consentiva di vedere le situazioni distorte, deformate dai nostri pregiudizi…abbiamo perso la semplicità e la serenità innalzando barriere sempre più alte tra di noi, mura difficili da abbattere perché alla fine non ne avevamo più il desiderio…non ne avevi più il desiderio e mi hai lasciato da sola a combattere con i miei e anche i tuoi fantasmi…mi hai abbandonato in preda ai sensi di colpa, alla ricerca di un motivo per scusarmi e ricominciare… tu sapevi benissimo che non ci sarebbe stato un altro inizio ma non hai fatto niente per fermarmi, per evitare che impazzissi e mi prendessi tutte le responsabilità del fallimento…grazie, Stefano, perché ti sei divertito ad osservarmi muto e impassibile mentre mandavo a pezzi la mia vita cercando di salvare la tua, grazie per aver teso la mano e avermi spinto sempre più nella crisi di coscienza, grazie per un amore che non esisteva nemmeno a parole…mi si stanno chiudendo gli occhi…sta arrivando Morfeo, lo sento, mi sta stringendo tra le sue braccia…almeno lui…

inviata da: Elisa Scaravetto, domenica 19 giugno 2005

 

 

 

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