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favola

Questa te la scrivo io, di mio pugno, anzi, di miei polpastrelli visto che sono quelli che stanno ticchettando sulla tastiera in questo preciso istante….
Silenzio…
Non so come cominciare, non so dove si prende il filo,…il filo del discorso.
Perché l’inizio è importante, è la presentazione, è il biglietto da visita, è quello che deve far nascere in te la voglia di continuare a leggere, è ciò che deve istigare la tua curiosità verso tutte quelle minuscole parole che seguono, … righe e righe di puntini neri…. Ma soprattutto sul loro significato, esplicito o nascosto.
Di nuovo silenzio…. Indecisione, devo prendere il via… poi scorrerà tutto liscio.
Così… ti scrivo un racconto, una breve storia di vita vissuta nei sogni, negli attimi persi a fissare il vuoto, a guardare il sole e vedere una sola immagine. Attimi passati a gustare i sapori, i profumi di terre lontane, occhi persi nei colori, meravigliosi, di quel mare azzurro e limpido che vive dentro di me. Ti racconto la storia di fatti che non sono mai accaduti, di persone che non si sono mai viste ed incontrate, … te le mostro sul grande schermo della vita che vorrei.
Ti presento le emozioni di mani che si sfiorano nel tentativo vano di aggrapparsi a qualcuno che non ti faccia annegare nel mare di problemi che è la vita, qualcuno che ti porti in braccio sopra le onde, qualcuno che ti culli con affetto e che nuoti accanto a te, anche se non lo vedi. Qualcuno che ti mostri il fondo… pieno di splendidi pesci e coralli. Qualcuno che ti insegni, anche se nemmeno lo sa.. a non fissare la superficie dell’acqua, che riflette solo il colore del cielo. Ma a dimenticare le paure, a mettere la testa sotto e ad innamorarti di tutto quello che puoi vedere. Tanto da racchiuderlo nel cuore, e tirarlo fuori nei momenti tristi.
E fuori dall’acqua la sabbia tiepida, gli scogli bianchi, il sole in cielo che scalda la pelle, e quel sole sceso sulla terra per illuminare la tua vita, che scalda il cuore.
Come in un film muto non ci sono parole che gli altri possano udire, solo il vento…i gabbiani ogni tanto che passano festosi a salutare, e le onde, che ad ogni risacca si portano via i pensieri e i sospiri. Nessuno parla. Perché al cuore non servono parole. Il cuore sa ascoltare altrove… e il cuore gioisce di quello che sente. A volte sorride. A volte esce dagli occhi sciolto in lacrime.
Il cielo si fa rosso… il tramonto è vicino e loro sono ancora li… a fissare l’orizzonte, vicini, con il corpo e con la mente. Pensano lo stesso pensiero. Guardano lo stesso punto. Sanno di essere una cosa sola di fronte a tutto, e nonostante tutto il resto, perché i loro cuori battono all’unisono, scanditi dal rumore costante delle onde. Non c’è bisogno di guardarsi troppo, i loro occhi sono li, nei colori di quel cielo, di quel mare… e le loro anime sono libri aperti a cui le nuvole fanno da cornice. Non c’è bisogno di dirsi che domani non saranno più li, non saranno più insieme, perché non c’è realtà e non c’è finzione. Perché non è accaduto per davvero ed è per questo che può ripetersi in ogni momento.
Appaiono i titoli di coda…
La colonna sonora finale è lieve, delicata, una voce sussurra appena…
.” I sogni son desideri, chiusi in fondo al cuor… nel sonno ci sembran veri, e tutto ci parla d’amor, se speri chissà che un giorno, non giunga la felicità…. Non disperare del presente ma credi fermamente, e il sogno realtà, diverrà…”

Un rumore secco: REWIND… e tutto, come nelle fiabe, ricomincia….


inviata da: Pa'., mercoledì 7 settembre 2005

 

 

 

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