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Cri, Cri, Cri

cri, cri, cri

CRI,CRI,CRI;è questo il nome che sentivo echeggiare nei corridoi e al di fuori di scuola
Ed io che non vedea l’ora che arrivasse la ricreazione o l’uscita di scuola con lo sguardo che poi si distoglieva per l’imbarazzo, neanche sapea qual era il suo nome celato dalla bellezza del mistero e dal suo volto puerile.
Poesie classiche allora leggevo: “Odi et amo, quare id faciam” è questo che le scrissi per cercare di conquistarla e lei di tutti era beffarda.
Un grande dilemma quello di Catullo come lo era il mio che non sapea come rivolgerle delle parole, finché non me la presentarono; ricordo quel giorno come fosse stato ieri,era una giornata di sole pallido e invernale,.ma che traspariva si lucente dalle finestre nelle sue guance color del pesco fiorito,ed ecco svelarsi il mistero; Lara, ed io le dissi che era la protagonista di un romanzo russo di Boris Pasternak, rimasi poco a parlarle ed ella ad ascoltarmi, poi ci lasciammo e io rimasi ancora a sbirciarla nel mattino d’ora tarda.
Amore mio chissà mai se tu mi avessi mai capito, o dolce ricordo di amore in mio dolore si patito.


inviata da: Cagnazzo, lunedì 19 settembre 2005

 

 

 

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