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Julian, dove sei?

Guardo fuori dalla finestra, ma la nebbia ha inghiottito l'ansa del fiume che custodiva il nostro segreto... l'acqua scorre ancora lenta per tuffarsi in mare, chissà se porterà nel blu il sapore del nostro amore impossibile.
Chiudo gli occhi e ti rivedo là, sul piccolo ponte dalle assi malmesse e scricchiolanti sotto i nostri passi incerti e temerari, rivedo ancora il tuo viso dalla pelle chiara, il sorriso timido, gli occhi più azzurri del cielo che si specchiavano nei piccoli vortici del fiume ribelle...
Il tuo modo buffo di chiamarmi, col tuo accento inglese che rendeva quasi estraneo il suono del mio nome... e il tuo, Julian, che suonava come una sinfonia tra le corde della mia anima.
Julian...vibrazione armoniosa di anime complementari. Perchè è questo che siamo, lo sapevi anche tu quando, con una voce che tremava di fronte a tale prodigio, ti arrendesti al tuo cuore e mi dicesti di amarmi. Io credevo di sognare, il tuo bacio fu la più dolce carezza che la mia anima mai avesse ricevuto, i nostri corpi stretti in un abbraccio così intimo da strapparci una lacrima di gioia.
Ti amo. E' questa l'unica verità e anche tu mi ami. Ma in questo meraviglioso riconoscimento c'è quella terribile nota stonata, quel divieto impassibile che ha frantumato la nostra reggia di cristallo e l'ha schiantata al suolo in milioni di frammenti.
Hai ceduto a quel vecchio che ti ha strappato da me, ti hanno mandato lontano, chissà dove, mai saprò, mai più potrò rivederti. Mai.
Perchè tu appartieni a loro, me lo dicesti quando ancora eravamo capaci di non baciarci, quando riuscivamo a tenere a bada il bisogno di strigerci, di amarci. Appartieni alla chiesa, a quei riti freddi che parlano di amore senza sapere cosa sia.
Ti ho visto tentennare, lottare con coraggio per non cedere al tuo cuore, ma il nostro amore talmente immenso ha vinto sul tuo ruolo di prete. Eri sincero in quei baci ardenti, eri vivo in quegli abbracci impazienti, eri tu ed ero io, noi, uniti da un amore che nessun dio avrebbe mai potuto negare.
Ma abbiamo perso... loro sono stati scorretti e ti hanno spedito lontano, all'improvviso.
Adesso darei chissà cosa per poterti rivedere, parlarti ancora, starti accanto.
Ti amo, Julian, sarai sempre in me. Ma tutto ciò che posso è passeggiare ancora sul nostro ponte, sfiorare l'acqua del fiume e implorare almeno lei di custodirci in eterno

inviata da: Stella di Sirio, lunedì 7 novembre 2005

 

 

 

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