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Nebbia

Nebbia, nebbia sottile, fitta, bianca... si appiccica all'anima come la ragnatela che trattiene i ricordi, impossibile districarsi e fuggire lontano. Trappola crudele di chi per primo inventò il gioco del cuore, asso nella manica e vanga per scavarsi le fossa.
A pensarti adesso sei più reale di un ricordo ma non abbiamo similitudini tra le nostre dimore, chilometri d'aria e materia impalpabile rimangono a far digrignare i denti nella lotta contro l'oblio.
Il mio cuore è logoro, la vecchia partita con la Nera Signora armata di falce è agli sgoccioli: non ho molto da rischiare, ormai, ha già preso sogni e speranze... quanto ancora prima di darmi scacco matto e portarmi via con sè?
Tu le hai già ceduto.
Terra nera, pareti di palissandro e seta ti avvolgono, fiori ormai appassiti fiancheggiano due timidi lumini rossi, alfieri del marmo grigio che custodisce la data del tuo compleanno, la data dura della tua resa.
Sono ancora qui, gli occhi secchi, le mani ruvide... sorrido al tempo che gira le stagioni, che importanza può avere, ormai, senza il tuo sorriso al valzer dei colori e del vento?
La mia materia non è più uguale alla tua, cosa sei, adesso? Vento? Sole? Mare?
L'universo continua a gloriarsi di bellezza ma il tuo viso è soltanto fotografie, ricordi di cuore.
Dirti addio non è in mio potere... camminerò sulla spiaggia, ancora…
e ancora continuerò a chiedermi se esista davvero quel regno sottile dove un giorno noi due ci ritroveremo.

inviata da: Avalon, venerdì 11 novembre 2005

 

 

 

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