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Lettera ad un'amica

Cara Enrica,

il ciondolo a forma di stella che mi hai dato tu è qui, ancora qui con me. Ma credo sia arrivato il suo momento. Lo so che è tardi, che è passato talmente tanto tempo. Ma solo oggi lo sto per regalare a chi più si avvicina alla ragazza che ti descrivevo tanto tempo fa, quando abbiamo fatto il nostro patto. Non l’ho mai dimenticato, quello che ci siamo detti quella sera in cui me l’hai dato: .
Ti scrivo, adesso, perché “lei” è arrivata. E’ arrivata da un po’ e non so come abbia fatto, ma con me ce l’ha fatta. Ha tirato fuori il meglio di me, ha reso piccole piccole le mie vecchie storie. Nessuna prima di lei ha meritato la stella appesa a questa collanina, e non sai quante volte mi sono chiesto perché mancasse sempre qualcosa, ma non riuscivo a liberarmene, a descriverti il mio orgoglio nel darla alla persona con cui desideravo vivere. Non sono state loro: tutto qua.
Ricordo quando i nostri genitori volevano che stessimo insieme. Eravamo poco più che bambini e il nostro incontro sarebbe dovuto servire a farti stare meglio. Dovevi guarire dall’anoressia, ma io non ce l’ho fatta. Era talmente innaturale, trovarmi davanti a quella tua fragilità, senza sapere che dire. E’ che non era il momento giusto.
Quello che ci è capitato anni dopo, quando le mamme e i papà non sapevano che ero io a passarti a prendere, ero io quello a cui raccontavi i tuoi giorni, quello che riusciva a farti sorridere un po’ di più, anche se non hai mai smesso di star male. Ed è successo per caso quello che all’inizio doveva succedere per forza, perché lo aveva deciso qualcun’altro. La nostra amicizia è la cosa più bella che mi hai lasciato, il bisogno di cercarsi, sempre. Come adesso.
Ricordi che belle le nostre notti d’estate? Ti piaceva sdraiarti su un pezzo di prato. Ti piaceva parlare fissando il cielo. Parlare del futuro, dei tuoi sogni e dei nostri desideri. Sapevi entrare anche nei miei. E non ti stancavi mai di farlo. Il ciondolo che mi hai dato mi riporta a una di quelle volte in cui abbiamo parlato di “lei” sotto tutte quelle stelle. Di lei che immaginavo, descrivevo in base a tutte le mie voglie. La persona con cui inventare il mio viaggio.
Quella stella è per lei, anche se non sarà semplice. Con lei non è mai stato semplice.
Se tu potessi tornare te la farei conoscere. Lo so, ti piacerebbe un sacco.

A presto

inviata da: Motoplu, venerdì 2 dicembre 2005

 

 

 

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