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Amicizia svanita

Dimmi, dimmelo tu che sai tutto: come abbiamo fatto a perderci nel buio del nulla?
La Germania! Ancora adesso mi pare incredibile…
Vivi lì, insegni all’università, sei stimato, ti piace il tuo lavoro, ma sei diventato talmente cinico e freddo che non ti riconosco più.
Eri un poeta, un musicista che m’incantava con le note del suo pianoforte, la tua chitarra era il nostro ponte per il cielo, ricordi, sulla spiaggia, le pizze e le canzoni che ci davano fiato e gioia?
Ma cos’è rimasto di quel tempo?
Adesso mi telefoni per il mio compleanno, mi fai gli auguri e mi parli di semiotica… prima mi parlavi di stelle cadenti! Siamo imbarazzati, impacciati, non sappiamo nemmeno cosa dire… credo sia meglio tagliare di netto che trascinarci dietro un fantasma, quello che siamo stati non merita di subire tale onta.
Ma è imperdonabile. Da lassù qualcuno ci chiederà di pagare il conto per questo scempio, credimi.
Mi dispiace, e mi dispiace davvero, ma credo che a te non faccia né caldo né freddo!
La vedi adesso la differenza?
Ti auguro di ritrovare la scintilla viva in te perché così come sei adesso, beh, non sei molto distante da quelle lingue aride che ti hanno fagocitato il cuore e sviluppato unicamente la mente: vedi? Sei intelligente, certo, lo eri anche prima, ma adesso non sei più capace di emozionarti. Tutto è logica, calcolo, causa-effetto, codici, traduzioni, accenti… Montale, Chopin, Bufalino, ben che vada, solo un lontano ricordo!
Buon viaggio, Francesco, dovunque tu vada. Ci ritroveremo, se mai deciderai di ritornare nel regno dell’anima.

inviata da: Avalon, martedì 6 dicembre 2005

 

 

 

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