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Solo oggi

Solo oggi, dopo tanti anni trascorsi insieme, solo oggi, che tu non ci sei… e chissà se ritornerai, solo oggi, in un giorno uguale a tanti altri, ma così diverso, in un pomeriggio grigio di fine gennaio, mentre aspetto, pronuncio queste parole, quelle che avrei dovuto pronunciare prima, quando tu avresti potuto ascoltarmi, mentre ancora eri qui.
Ti ho sempre trattato distrattamente, con superiorità. E tu hai sempre accettato di buon cuore, ubbidendo ad ogni mia richiesta, senza lamenti, escluse rare occasioni, quelle in cui non ce la facevi proprio a restare zitto e buono. Come quella volta della poltrona… ricordi?
Lo sapevo bene, lo sapevamo tutti quanto tu ci tenessi a quella poltrona, quella di velluto, l’unico pezzo sopravissuto del nostro vecchio salotto, l’unica sulla quale pretendevi di sederti e di riposarti, ogni sera, dopo cena. Eppure, quando abbiamo pensato di sbarazzarcene, non ti abbiamo considerato. Ci hai pensato allora tu a far valere le tue ragioni, bloccando il facchino sulla porta ed impedendogli, gentilmente ma risoluto, di procedere all’”esproprio”, Con umiltà e dignità, come sei tu, ci hai fatto capire che stavamo esagerando.

Solo oggi, che tu non ci sei, che non so se ritornerai, dico, dico a te, che ti Amo, ti Amo per tutto quello che sei, per quanto sai darmi, in cambio di nulla.
Si apre la porta ed appare mio marito…ma poi, subito, eccolo, quell’inconfondibile respiro e poi tutte e due, sulle mie spalle, le sue grandi zampe, ed il suo muso che cerca il mio volto.
“La veterinaria è stata davvero in gamba, è riuscita a fargli vomitare tutta quella gomma piuma. Se non si liberava lo stomaco ci lasciava le penne! Domani quella vecchia poltrona se ne va di casa, te lo dico io!”. Mio marito è infuriato.
Mi sono abbracciata il mio Iago, forte, forte. Poi ho preso un panno, un avanzo di velluto, ed ho iniziato a rammendare il bracciolo, quello tutto sbrindellato. Lui mi guardava, immobile, seduto, con le orecchie basse.
“Ti amo, unico, insostituibile Amico mio” gli ho detto, finalmente, per la prima volta “non farmi più certi brutti scherzi. Non lascerò trascorrere un solo giorno senza dirti quanto ti Amo, quanto tengo a te e quanto ho bisogno di te”.
Lui si è avvicinato, mi ha leccato la guancia e poi ha appoggiato il muso sulla mia spalla. Lo conosco, è il suo modo per tranquillizzarmi.

inviata da: Caterina, venerdì 6 gennaio 2006

 

 

 

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