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AMORE E ODIO

Quella notte Luca era particolarmente pensieroso. Pensava a quanto lei fosse stupenda quella sera. Scintillante, maestosa e stravagante, forse più del solito. Lui la cercava con lo sguardo, cercava una sua immagine completa. Ma era troppo attraente e Luca non poteva far altro che perdersi nelle vie della sua bellezza. Fingendosi timida, tentava di nascondersi nel buio crepuscolare per non attirare troppo l’attenzione. Eppure il suo vestito luccicante la tradiva nei suoi intenti. Sapeva di essere bellissima. Entrambi sapevano che l’altro lo sapeva, ma i loro sguardi difficilmente s’incrociavano, perché lui non voleva farla sentire troppo sicura di sé e darle così ulteriori soddisfazioni.
Il loro rapporto era da tempo frastagliato. Lei cambiava repentinamente umore: un giorno era fredda, indifferente e pungente, il giorno dopo calda e accogliente; una volta era confusa e stressata, un’altra calma e serena. Luca ormai non sapeva più come trattarla, come comportarsi con lei. Era diventata imprevedibile. Ciononostante l’amava. E quella sera, che aveva l’occasione di ammirarla nella sua straordinaria eleganza, non poteva far altro che ricordare i bei momenti passati insieme, fin da quando era bambino, fin da quando era piccolo e lei gli appariva già magnifica e importante.
Crescendo però le cose sono cambiate. Lei ha perso ai suoi occhi un pò della sua grandezza e lui ha imparato a conoscerla, ha scoperto le sue peculiarità e le sue debolezze. Luca nel tempo ha ammirato la sua innata umanità nell’accogliere persone diverse e sconosciute; ha apprezzato la sua estrema vitalità; ha saputo perdonarle la sua vanità e la sua superbia, spesso irritanti; ha accettato quel suo sgradevole vizio di fumare; ha imparato a consolarla quando piangeva improvvisamente e senza motivo; ha compreso persino quel suo tipico risveglio mattutino, chiassoso, offuscato e desideroso di particolari attenzioni. Ciò che però lo metteva in difficoltà era la volubilità e l’instabilità del suo carattere. Ma non poteva farci niente, nessuno poteva farci niente: lei era così, tanto strepitosa quanto riservata, tanto incomprensibile quanto razionale.
Dopo qualche ora assorto nei suoi pensieri, quella stessa notte prese una decisione. Decise innanzitutto di soffocare quelle riflessioni felici e, nel contempo, malinconiche. Concluse inoltre che, pur con tutti i suoi difetti, era talmente folgorato dalla sua bellezza che non se ne sarebbe potuto andare. Non se la sentiva di lasciarla. Non avrebbe mai abbandonato la sua Milano.

inviata da: Luca D., domenica 8 gennaio 2006

 

 

 

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