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Ti penso

Ti penso, ti penso molto. Avrei mille cose da dirti, ma non so da dove iniziare. Posso dirti, tanto per gradire, cosa provo in questo momento? E' difficile ma posso provarci. Prendi uno shacker da barista e versa due porzioni di adrenalina, 2 di felicità, 3 di paura, 3 di preoccupazione, 10 di passione e voglia di vederti a volontà. Scuoti bene e versa: ora puoi avere una vaga idea. Paura, già. Proprio paura. Che sia tutto un sogno; che domani o oggi tu ti renda conto che, sì, in fondo era solo una follia. Paura di ferirti in qualunque modo: con una carezza, perchè la ricorderai con malinconia; con un bacio, perchè ne vorresti altri 100 che non posso darti...; con un silenzio, perchè lo senti come indifferenza. Non è così. Io non so se ciò che sto vivendo sia vero o solo un sogno, e non voglio saperlo, nè tantomeno sapere se e quando mi sveglierò. Non voglio domandarmelo. Voglio solo viverlo, anzi VIVERLO, fino in fondo, ogni secondo, ogni goccia, qualunque dettaglio; voglio assaporarlo. Come chi si trovi di fronte ad un meraviglioso panorama. Hai visto mai che si metta a dire "che bello, bellissimo, guarda che colori, senti che odori..."? No. Tace e guarda, spalanca gli occhi e cerca di memorizzare ogni sfumatura, qualsiasi tonalità, per poterla ricordare quando non la potrà più vedere. Respira a pieni polmoni e trattiene il fiato, quasi non volesse mollare mai. Ascolta in silenzio i rumori, i fruscii, le voci portate dal vento. E memorizza tutto, tutto ciò che gli riesce, cercando di contaminare il meno possibile un così bello spettacolo. Per me è lo stesso. TI guardo, ti ascolto, ti assaggio. Tendo tutti i sensi allo spasimo, per non disperdere nemmeno una briciola di ciò che mi stai dando. Vorrei che i momenti con te non finissero mai, ed invece trascorrono veloci come lepri. E vorrei stare lì ancora, ed ancora, ed ancora..... Taccio. Fatico ad esprimere i miei sentimenti. Qualunque cosa dicessi non sarebbe all'altezza di ciò che provo, e risulterebbe di conseguenza inadeguata, banale. Fulmini, saette, turbini e cicloni mi attraversano il cervello, passando attraverso gli occhi per sconvolgermi il petto, quando spalanchi le palpebre. Mi tremano le mani, ti vorrei solo per me.... Non sto avanzando pretese. Sto solo cercando di dirti cosa provo. E quando non indago, e non mi informo, e non chiedo, malgrado mi roda la curiosità, perchè mai "Domani non ci possiamo vedere!", non è disinteresse: è rispetto. Della tua vita, dei tuoi impegni, delle tue decisioni. Sai che nel caso si potesse fare, io correrei da te. Sai che finchè riesco a trovarmi un impegno "formale", io mi precipito a casa tua. Sai anche che in questi giorni non penso ad altro che a te, al tuo viso, al tuo meraviglioso corpo, alle tue dita. Non voglio sconquassare le tue giornate più di quanto già non faccia. Non serve che ti chieda se posso venire da te, perchè lo vorrei in ogni momento. Aspetto. Ti penso e attendo solo il tuo "via libera" per volare con la polvere magica e bussare alla tua porta. Tu per me sei come una sirena, come una droga. Mi ammalii con la tua voce, mi ipnotizzi con i tuoi occhi, mi entri nel cuore con le tue carezze. Io mi lascio trascinare e cullare dolcemente da tutto questo, anche se so che è una corrente che mi sta facendo naufragare verso il mare aperto. Un meraviglioso, caldo, accogliente tunnel senza uscita.... Già, senza uscita... Ma non ci voglio pensare. Ciao, "mia" Nausicaa

Ulisse

inviata da: Nausicaa, mercoledì 9 ottobre 2002

 

 

 

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