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A Claudia

L’ARIA CHE TI E’ INTORNO

Forse tu adesso sei oltre il tramonto, oltre quel sottile confine, e per quello che ne so io, anche una nuvola potrebbe nasconderti. Ed è la in fondo che io andrò a cercarti nelle mie notti tristi. Anche se stasera sarai qui. Se non col corpo, con la voce.
Non era così. Non lo è sempre stato. Certo, neppure ora lo è sempre. Momenti della durata di giorni, in cui la tua voce era piena di corse, di studio e di sorrisi con la tua mano pronta sul cellulare per salutare. Ci sono stati questi momenti e non saprò se mai torneranno.
Difficile capire se questo era normale o se è stata solo un’eccezione.
La ricordo bene la tua voce calda, come consumata da troppa allegria e da troppe notti di parole. Una voce reduce da mille curiosità, che arriva fino a me ed io l’ascolto come per berla, a labbra socchiuse, con questa mia faccia un po’ sospesa a metà tra sorriso e stupore.
Ascolto te.
E’ un’arte, una passione che ho da sempre quella di ascoltare le persone che mi sorprendono in qualcosa. Ascolto l’aria che ti è intorno, ascolto i tuoi occhi e le tue mani che non posso ne vedere ne toccare forse mai più. Ti stimo, sai, per la tua voce che racconta quanto sei matura, quanto, a quel che dici, conosci le persone anche se pensi forse che io non abbia questa dote.
Io sarò qui ugualmente, presente nella tua vita anche se tu non mi vedrai e la tua bella voce non mi arriverà più. Non sparirò solo perché non riesco ad abbracciarti!
Chi si è divertito di meno, tra noi due, sei comunque stata tu. Ed è stata una tua scelta. Forse non hai voluto capire che essere felici è un bene prezioso. Tu credi che non sia possibile amare parzialmente, anche solo per un attimo, e che non ci sia nessuno capace di capirti.
Io a modo mio ti amo e ti ho amato. Se un giorno guarderai ancora la mia mano, ti accorgerai che c’è un posto col tuo nome scritto sopra, Claudia.
Tra finti amici e uomini maturi, nessuno è mai riuscito a strapparti una parola in più, hai sempre detto quello che volevi dire e fatto quello che ti andava di fare. Ma questa è normalità.
Con te serve ascoltare ed io l’avevo capito.
Star distratti mentre tu parli è come non vedere un’eclisse di luna, come perdersi nella propria casa.
Chi ti è attorno non capisce ciò che l’aria trasmette di te, che i tuoi sogni li hai lasciati per strada e forse non ci credi più, hai fatto a cambio con delle certezze che ti rendono molto più sicura, ma un pochino più triste. Il cambio ti è convenuto, forse ti è anche piaciuto; i sogni sono fragili, come un bambino, ma sono anche belli come un pupazzo di neve che, però, quando arriva il sole si scioglie. Meglio agire che sognare? Solo in certi casi, solo in certi!
Io rido anche quando nell’aria che mi circonda ci sono segni di una notte insonne, non perché sono superficiale, ma solo per il motivo che, ogni volta che succede io l’ho voluto.
Mi manchi davvero.
Ogni tanto riporto alla mente qualche tua parola o qualche frammento di quei pochi minuti in cui ti ho visto, e li ripongo come si ripongono le cose nei barattoli per poterli avere sempre a portata di mano. Io apro quel barattolo col tuo nome e vengo investito dal tuo odore di profumo buono, capelli rossi ma non per davvero, pelle liscia e chiara, appena velata da uno di quei golfini che indossi, lasciatelo dire, benissimo.
La tua voce, è un suono più morbido del mio cuscino, quello su cui tengo gli occhi aperti quando non riesco a prender sonno. Allora è in quel momento che più ti penso e sto male perché io ti conosco, so chi sei e quel che vali.
L’aria intorno a te cambia colore ogni volta che sorridi, vibra sulle onde tranquille della tua voce, espandendosi verso di me, mi abbraccia e mi lascia incantato, sciolto e leggero nel seguire i passi che fai perché anche quelli, in te, sono belli.
Sono ancora qui cara Claudia, affacciato sulla mia vita normale. Guardo giù ma non ti vedo, non vedo più il tuo profilo tra la folla, sei scappata via senza un motivo e non ti vedrò mai più.
Ciao mia dolce Principessa. Lascerò tutti questi ricordi in quel barattolo. Lì rimarranno intatti e potrò tirarli fuori in qualsiasi momento, e se un giorno ci ritroveremo, sarà ancora magia; io ti ascolterò, lasciando l’aria intorno a te parlare del tuo calore.

Paolo

inviata da: Paolo, lunedì 25 novembre 2002

 

 

 

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