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Ognuno di noi ha un angelo custode, nella vita

Fra qualche giorno, Andrea, fingerò di non averti mai conosciuto... come ogni anno che è passato da quel maledetto giorno in cui te ne sei andato da questa vita per sempre. Fingerò di non averti conosciuto cosìcchè "quel giorno" io possa pensare che non te ne sei andato, perchè in effetti mai ci sei stato. Strano modo di esorcizzare la morte vero?

Sono passati tanti anni Andrea, ed a me pare di non essere mai cresciuta, forse per rassicurarmi di non averti mai dimenticato, come il rumore assordante della tua vespa rossa che passava a razzo per le strade del nostro paese.
Io non c'ero quel giorno in cui te ne sei andato... non c'ero perchè non avrei potuto esserci: le nostre vite scorrevano indipendenti l'una dall'altra... era una strana amicizia la nostra, ma forse proprio una vera amicizia, di quelle che nascono da ragazzini senza un vero motivo e poi proseguono negli anni senza grande bisogno di segni o gesti eclatanti per mantenersi viva. E' vero... quel giorno non c'ero e questo soggiorna in me un po' come la più grande angoscia che mai riuscirò a sopire... eppure non ne ho colpe, nè responsabilità... io non c'ero perchè non spettava a me esserci, perchè non avrei potuto, perchè nessuno di noi avrebbe mai potuto immaginare che, all'improvviso, ti saresti accasciato su te stesso gridando che era scoppiato il mondo per poi chiudere gli occhi senza mai più riaprirli. Quel giorno non c'ero, ma sono corsa in quella gelida stanza appena ho saputo, per rendere un po' meno gelido il letto su cui ti avevano adagiato per l'ultimo viaggio. Ti ho guardato negli occhi, penetrandoli dalle palpebre chiuse ed ho sentito su di me il tuo sguardo pesare come un rimprovero: sapessi il male che mi ha fatto! Eppure di te, da quel giorno in poi, mi sono sempre portata dentro la bellezza del tuo sorriso e la sensazione di non averti mai perso.

Sono passati tanti anni Andrea, anni in cui spesso mi sono seduta in silenzio davanti alla lastra bianca che controlla il tuo sonno, seduta in silenzio senza la vergogna di piangere... l'ho fatto ogni volta che sentivo il peso della vita su di me, ogni volta che perdevo il coraggio per andare avanti, ogni volta che mi si ponevano di fronte delle scelte... Più volte in questi lunghi anni, ho riscontrato segni della tua presenza nella mia vita... quelli che, a parlarne a qualcuno che "studia il fenomeno", verrebbero definiti segnali della presenza di un'entità superiore nella nostra vita. Non li cito, quei segni, perchè appartengono a me, a noi, ma sono sempre più evidenti, più veri, più concreti.

Ti ringrazio, benchè io sia una persona con non molta fede, che crede in Dio a suo modo... ma so che tu sei il custode della mia vita ed i segni che ho scoperto in questo ultimo periodo, lo dimostrano ancora più che mai.

Tu fai parte della mia vita, forse adesso più di quando eravamo ragazzini e potevo ancora sfiorarti le mani... fra qualche giorno fingerò di non averti mai conosciuto, ma il giorno prima ed il giorno dopo sarò ancora qui a ringraziarti per la dolce tutela che hai della mia vita.

inviata da: Elisabetta, mercoledì 8 febbraio 2006

 

 

 

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