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La giarrettiera

Una nube s’era fermata sopra la citta` di Palermo, in quella sera scolorita, sfumata e screziata, tutto s’era fatto nero, persino le case dipinte al color del cielo sereno… La nube s’ostentava chiassosa, stordita, volev’essere mitigata da qualche siciliano smagato e forse spaesato…
Dai gorghi del palazzo, si sentiva la voce rauca, ma ancora possente di un uomo innervosito che irrompeva, rattristato. Quello che diceva lo pizzicava, lo scalfiva, ma lo doveva dire per impedire un destino di cancellarsi.
- La bambina rimarra` con me! Io la crescero`, io le insegnero` tutto cio` che deve fare una signorina, non voglio che diventi come te!
Una zolla di sole, all’improvviso, illuminò il viso di Clarice. Le cose che il suo sposo gli diceva le torceva la mente.
- Come me? Cosa vuoi dire, Fabrizio?
- Sai molto bene…mi duole dirtelo, ma non posso più resistere…non voglio che mia figlia diventi una sgualdrina come te!
Un singulto, un sospiro…tremenda sensazione di svenio…lei divento` scalbra nello sguardo.
- Una sgualdrina, eh? Ma ti è piaciuto…ti è piaciuto!
Lui attendevai i suoi gridi, ma sentì un cachinno.
- Va bene, crescila! Comunque, non volevo una bimba con un siciliano! E questa è l’ultima volta che mi vedi. Vado via in Francia. E non cercarmi mai!
Come un squalo risoluto, che non voleva essere blandito, la lascio` andare. Ma poi, pianse. Pianse tanto. Perche lei fu l’unica donna che amò.
***
La biondina strascicava la sua bambola lungo il corridoio infinito che recava verso la stanza di giorno, dove il suo papà scriveva dei documenti. Quando l’ha vista, ha sorriso. L’ha presa tra le braccia, baciandola. A lei piaceva e metteva la sua testa vicino al suo orecchio cosi come faceva anche Clarice, quando facevano l’amore.
- Quanto assomigli a tua madre!
- Alla mamma? Lei lo guardo` impacciata. Pareva una ninfea sul lago dell’innocenza.
Sono stato un vile perche l’ho lasciata andare via! Penso` lui. Ma non le dirra` alla sua piccina figlia la verita`. Meglio sapere che la sua mamma e` in America e che quelle lettere che le riceve, scritte di lui, sono da sua madre.
- Mi manca la mamma! E comincio` a piangere.
Il papa la strinse forte nelle braccia. Anche lui l’anelava, vaneggiava la notte a lei, ma era ammassato di quanta vergogna e quanto strazio aveva visuto per quella francese sfuggita. Tresali`. La ninna s’era addormentata al suo petto. Parlo` adagio.
- Solo un prodigio potrebbe trasformare mia Chanterelle in una come la sua bella madre. Mia bimba e` troppo ben educata, e` sommessa a me, posso finalmente aver la tregua.
La porto` nel suo letto e guardo` la luna. S’impigliava con le stelle e di scatto si senti` un tonfo. Usci nel giardino. Un gatto si lamentava :miao, miao…Aveva I piedi feriti. Un fuggevole penserio gli scorri` nella mente…Clarice vive ancora?
Il suo palazzo era nitido, maliardo, nel centro della citta`, Fabrizio era un uomo rispetatto e conosciuto da tutti per la sua capacita` di sistemare sempre le cose e mai ha perso questo rispetto che la gente gli mostrava, non poteva lasciare una magalda come Clarice rovvinargli la reputazione. Ed ogni sera, quando si coricava nel suo lenzuolo, inesausto, pensava a lei.
La prima volta quando l’ha vista, li, sulla spiaggia, nuda, con i suoi capelli d’oro sparpagliati sulle spalle gracili e belle…gli ha dato brividi. Era la piu incantevole donna che aveva mai incontrato. Si era fatto arroventato! Non e` stato facile conquistarla, ma quando faceva l’amore con lei, sembrava danzare…e lei, aveva tanto fascino, portato dalle terre della Francia, li, in Sicilia…era come un vino, come un sollazzo per il suo cuore spiccato e solo. Lei gli era diventata tutto, madre, sorella, amica…perche Fabrizio non aveva piu famiglia da quando l’ha sposata. I suoi genitori non l’hanno accettata e alla fine dei conti, lui li hanno dato ragione. A malincore, pero`…
Tinniva sempre quella canzone nella sua mente, a lei piaceva tanto…”maintenant, que deviennent, che deviennent, le valses de Vienne? Et les volets qui grincent, d’un chateau d’un Provence? Aujourd’hui quand tu danses, dis, a` quoi tu pense?”
Inesorabile squallore adesso, quando lei non danzava piu il valzer con lui, nella lume delle candelle profumate. Una fenditura immensa s’atteggiava pian piano nel suo corpo invisibile. Voleva schiacciare il passato, ma come poteva cancellare il ritratto di una donna cosi imparagonabile?
Ignuda, nella sua mente, sembrava un angelo, solo un angelo, solo che non una volta, l’ha trovata con altri siciliani nel suo proprio letto. Ma non era capace di dire nulla, di farle nulla. Era sciatto. Un pagliaio era per lei. Il suo riverbero lo tormentava. Il cielo s’era appanato di nuovo…le stelle canticchiavano…
***
Chanterelle era una fanciulla con capelli biondi, con occhi azzurri, bella come nessuna, almeno in tutta Sicilia, non trovavi una come lei. Era diversa, e` questa attirava la gente, cosi come una rosa attira un ape. Sapeva con esattezza le cose che diceva, che faceva, aveva eleganza, stile, un sfavilio nel suo atteggiamento. Mai assopita, mai devole. Sempre dolce. Non ti reggeva l’anima se la vedevi. Il respiro ti si accendeva….la scrutavi e non potevi capire da dov’`e arrivata e vagheggiata tanta bellezza. Studiava con gli altri, ma era troppo intelligente, parlava il francese benissimo e avolte sembrava boriosa. I ragazzi s’”accingevano” per lei. Ma lei non conosceva l’amore. Non conosceva ancora la molliccia di questo sentimento. Senz’altro, il suo papa l’ha insegnata ad essere forte.
Indossava robe strette e lunghe, la sua pelle bianca, di seta, stregava anche il sole, quando stava nel giardino, leggendo poesie. E non capiva cos’era l’amore!
- Oh, amore! Perche tutti parlano d’amore?E cos’`e davvero l’amore?
C’era nel palazzo di Fabrizio una stanza chiusa, che solo lui aveva permesso d’entrarnene dentro. Chanterelle non aveva mai trovato il coraggio di chiedere al suo papa che c’era nella stanza, ma una sera, dopo che messe nelle bevanda del suo babbo una sostanza magica e lo addormento`, ando` per prendere la chiave e apri` la porta. Un tempo rimasse di sasso. La stanza era tutta rossa, fatta di seta e velluto. Era bellissima! S’increspo`. Che rimescolo senti` quando tocco` una roba larga ed elegante! E poi, apri` l’armadio e trovo` cose stupede, trovo` profumi mai saputi, rossetti, calze, gonne e moltissimi nastri. E nel mezzo della stanza c’era un letto grandissimo, con merletto sopra, con lenzuola sensuali. Ed in ogni parte c’erano le fotografie di una donna, una donna che non potevi descriverla nelle parole. E quella donna l’assomigliava. Tutta la notte rimasse li, nella stanza. E indosso` tutti I vestiti della madre, perche scopri` che era la sua mamma e si sentiva cosi orgogliosa e fiera d’aver una mamma cosi bella. E trovo` anche una cosa strana, che la messe attirata dai fianchi fino alle cosce, proprio come nella fotografia ….era una giarrettiera.
***
Da quel momento fu un altra. Svincolava tutta la passione che c’era dentro lei e scrollava il mondo d’ogni uomo. Bazzicava gia le feste ed I spassi ed era la ragazza piu desiderata. A tutti gli scivolavano gli occhi per lei.
Concitata, impallidita, una sera scopri` la una cosa. Vise Marco. E questo Marco era altrettanto misterioso, affascinante, irragiungibile, proprio come lei.
Ha sconvolto il suo cuore. E l’ha baciata li, nel balcone. La sua piccola bocca rossa, di fragola, ha sentito il suo primo bacio. Questa era la felicita`?
Tremava tutta, ma sorrideva. La coscienza le era appannata. Marco la guardo` stranamente…mai s’era immaginato che la bella bionda non s’era mai baciata. Adesso si senti` piu importante nella sua vita e cerco` d’avvicinarsi di piu a lei, acchiappandosi da quel bacio.
Fabrizio fu incantato di Marco. Conosceva la sua famiglia. E conosceva la sua figlia, o almeno lo credeva.
Eravano sempre insieme. E lei, Chanterelle, non era una fanciulla come tutte, lei vedeva piu che l’orizzonte, lei era una principessa ….e la mattina, quando usciva per spruzzare I fiori dal giardino, I ragazzi la guardavano tra I rami degli alberi, e camminava tra le rose e le mimose, sembrando di danzare…di danzare un valzer (Fabrizio lo sapeva, e avolte piangeva, perche Clarice valzava sempre cosi nel giardino)…e Chanterelle era una lume in una pioggia di farfalline….
Nessuno consceva perche la bionda aveva cambiato il suo carattere e perche era piu sensuale…aveva una coppia della chiave della stanza segreta ed ogni notte dormiva nel letto della sua mamma. Si sentiva protetta, ed ogni notte imparava qualcosa piu maliardo.
Cosi lo ha colto al varcare a Marco, quando, in una sera indomabile d’estate, l’ho porto` nella stanza…c’erano candele..c’erano petali di rose..c’era la musica preferita, il valzer..e c’era lei, indossando un corssetto rosso, mutandine rosse, e la giarrettiera con le calze nere…sulla testa aveva messa una corona di safiri…il ragazzo non si poteva muovere dal letto, era ipnottizzato. Neanche nei suoi sogni avrebbe visto una zitta cosi incantevole…l’aveva stregato. Scalmontato, comincio` ad accarezzarla, ma non aveva il coraggio di continuare, lei era troppo bella per sentir le sue mani….Lei l’arraffo` dal suo vaneggiamento, e s’avvicino` a lui. E lo baciava, sospirava al suo orecchio…non sapeva cosa proseguira` poi, sapeva solo che si doveva lasciar andare…cosi le aveva sussurato la giarrettiera della sua madre….
***
Chanterelle divento` donna. Marco credeva che lei lo amera` per sempre, che gli stara` vicino per sempre, ma proprio nel secondo giorno, la bella bionda gli mostro` spreggio. Un spreggio che non potev’essere capito. Lo trattava come se fosse un mangime. E come vedeva che non poteva cavarsselo dalle spalle, disse al suo padre, piangendo, indossando vestiti stracciati, che Marco l’aveva violentata…
Fabrizio prese il fucile e voleva ucciderlo, ma il ragazzo scappo` via e nessuno lo vide mai.
Chanterelle fu stretta dal suo padre forte nelle braccia e blandita. Era come un colubro. Ma era cosi convingente e dolce….
La principessa francese scopri` d’esser bella, d’aver fascino, di poter spazzare qualsiasi uomo in un ripide, quindi, decise di godersi la vita effimera e d’infittire le sue vittime.
Con celerita` irrefrenabile, a tranelo, trincerava la mente dei siciliani che le cadevano nelle mani. Aveva il dono di tormentare la natura stessa, senz’ozio…Sembrava evadata da un volcano, con un viso di bambina, sorrideva innocente, districata, adirava I veri angeli.
La sua roba blu, con nastri soffiatti con oro, I capelli biondi, ricci, trasformavano ogni uomo, in una creatura decrepita, dissipata la sua malizia, cercava qualcosa manso. C’era in lei, troppa prodigalita` di bellezza. Zampillava dal suo interiore, il veleno, la brama di soggiogare l'universo, di non cedere un pollice, di creare una straziante, incalzante, una premurosa zanna con cui morsicare …
***
Un zittio truce al suo orecchio, vicino al suo collo…lo baciava blandamente. Franco la teneva al suo petto. Lui, Franco, aveva avuto tante donne, ma nessuna come lei. L’amava. L’aveva incontrata al Teatro Massimo. Tra tutta la gente, era apparsa lei, con il suo sguardo languido, l’aveva assalito con grazia.
Poi, una cena, con arrosto, con vino, divento` stracotto per lei. Non capiva nulla. Non era piu lui, il mafioso crudele, che voleva solo logorare una donna, la voleva per sempre…Il suo cuore era brasato. Lei era sellata sul cavallo della sua vita ed era fuggita lontano, sgomitolando la nebbia di prima, Chanterelle era un fiore primaverile, era un ineffabile visciola, era la sfumatura del vino di Vittoria, era la cosa piu sapida che c’era.
Franco cercava di conquistarla. Le mostrava le sue ricchezze, la sua forza, la sua capacita`di spaventare la gente. Per lui, la bionda era il cioccolato, benche Chanterelle era fatta solo di pece..la pece dell’infatuazione.
Bevevano granata, abbracciati sulle colline. La corrente oceanica, dimezzava le loro vite. Il riverbero dell’azzurrita` dei suoi occhi, cosi furibunde, in un allucinazione, in un fulliggine, che scalfiva e capovolgeva il suo corpo, pareva il prediletto regalo che aspettava da un eternita`.
- Io, per te, costrurirei delle catedrale, stravolgerei le montagna, scenderei nei volcani, fermerei il corso del tempo, tutto mi pare realisabile, tanto tempo che tu stai con me.
Chanterelle sorrise. Lui le prese la mano nitida, di velluto, e le bacio` le dite, a uno a uno.
- Ti amo.
- Oh, Franco! Non me lo ha detto nessuno, fin’ora….
- Sono il primo della tua vita?
- Si, disse guardandolo vergognosa.
Fingeva benissimo, ogni notte sentiva un “ti amo”.
Hanno danzato poi, quel valzer che diceva “Ora che diventano, che diventano le danze di Viena? Dimmi cosa ne hai fatto in questi tutti anni? Se le parole sono le stesse, dimmi se tu mi ami…Ora che diventano, che diventano le danze di Viena? E le persiane che scricchiolano da un palazzo, oggi quando danzi, dimmi a cosa ci pensi?"
Era ovvio che lei veniva da un altro posto, che gli rubava il cuore con ogni sua mossa, fino a quando lo lasciava incapace, senza aiuto…Chanterelle sentiva le sue mani che scivolavano sui suoi fianchi in un atteggiamento di passione. Il suo cuore batteva piu forte, lei dava vita alla sue fantasie, sparpagliava un vezzo in se.
***
Entro` disperato nella sua stanza, deciso di ammazzarla. Nei suoi occhi c’era il votice della rabbia, dell’odio, fu` ravvilito da questa donna…
Nella mano aveva il coltello appuntito, s’avvicinava a lei…Chanterelle dormiva nel letto, e la sua piccina bocca sorrideva.
La mano gli tremava, stringeva il coltello di piu…ma quando aveva voluto ficcarlo in lei…l’ho scappo` giu, sul tappeto…Lui era li, guardandola dormendo, era li, davanti al suo corpo nudo, di donna, lui, l’uomo al cuore di ghiaccio, era li, e si rammento` di come le parlava le mattine, svegliandola, con tutta la sua tenerezza…non poteva appassire quella bella rossa di cui era innamorato….
Piangeva…piangeva, lui, il siciliano piu duro, piu possente, che faceva la legge, non poteva finire la storia che tanto l’aveva fatto soffrire.
- Cosa ci fai li, sul tappeto, Franco? Disse lei, disinvolta, cambiando la posizione di dormire…Vieni qui, mettiti la testa sul mio seno e addormentati. Gli sorrisse.
- Ti amo troppo, Chanterelle! E fece cio` che lei gli aveva detto.
Senti il suo bacio caldo sulle sue labbra imbriate del vino siciliano…
Era una bella principessa, avolte, innocente e dolce, avolte, selvaggia e maligna, ma l’amava tanto….e come poter dimenticarla all’improvviso quando il suo cuore scoppiava di tanta passione, tanta concupiscienza per lei…
Sentiva infatuazione…svisceratamente….e se lei non fosse piu, lui sarebbe accorato. Non gli importava piu se la gente lo prendeva in giro, aveva nelle braccia il piu prezioso tesoro, solo che ancora non s’era accorto che quel tesoro non gli apparteneva.
***
Chanterelle trovo` in una scatola ben nascosta tra le cose della sua madre, una lettera, con un indirizzo. Li viveva la sua madre.
In quella mattinata di maggio, prese le sue valiggie, prese I ricordi dei tutti I suoi amori, e se ne ando` verso Marsseille.
***
Il suo papa, sapeva che lei aveva aperta la stanza segreta, Franco sapeva che l’aveva persa per sempre, infatti, mai l’aveva avuto…
E lei, Chanterelle, sapeva che in qualsiasi posto sarebbe andata, avesse trovato sempre un amore, un amore come gli altri, un amore effimero, per questo non si era innamorata mai…voleva bene la sua giarrettiera, che era stata sempre la sua mamma …la mamma che l’aveva amata ogni notte…

inviata da: Florina, mercoledì 8 febbraio 2006

 

 

 

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