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Manicomio emozionale

Dolce tesoro mio,

oggi il cielo è uggioso e urla pioggia tuonando minaccioso e squarciando con lampi d'oro il bianco sporco. L’aria tutto intorno a me profuma di malinconia e le mani fredde e sottili si muovono veloci sulla tastiera mentre lacrime calde scorrono voluttuose sulle mie guance in questo quadro triste che è ora la mia stanza. Chissà se mi vedi ora? Chissà se senti le grida di dolore del mio cuore quando ti penso? Ho appena messo un cd, credo che avresti amato la mia musica. Saresti cresciuto con ninna nanne cantante da thom yorke e avresti fatto il girotondo a tempo di polly dei nirvana. Avresti avuto i miei occhi e le mie labbra, la mia propensione per la pittura e magari anche la mia follia. Avremmo passato la vita a darci baci e a litigare e non si sarebbe capito mai chi tra noi due era il bambino e chi l’adulto e ti avrei stretto forte tra le mie braccia per ore intere raccontandoti favole inventate sul momento apposta per te. E saremmo stati così bene noi due. Per te avrei rinunciato al piercing, alle serate alcool puro, e ai pantaloni a vita bassa di pelle nere aderenti a forme da sturbo. Per te sarei stata migliore. Ce l’avrei messa tutta per farti felice e ti avrei protetto come non so proteggere me stessa e ti avrei amato come non so amare me stessa. Immagino tutte quelle cose che non faremo mai e ci vedo accoccolati stretti tra le lenzuola profumate di lavanda mangiare cioccolata e leggere libri impegnati di quelli un po’ strani e contorti che piacciono a me alternandoci nei dialoghi e camuffando voci. Ci vedo correre felici su bagnasciuga dorati in gare di velocità in cui ti avrei fatto sempre vincere e sogno i tuoi occhi che immagino come i miei cervoni e grandi e dall’aria sempre un po’ triste sempre un po’ dolce. E t’immagino bello, di una bellezza disarmante di quella che crea imbarazzi al suo passaggio, pelle candida, mani affusolate, sorriso che urla amore. Saresti stato perfetto per me, nulla di più bello, nulla di più grande, nulla di più importante di te. Scrivo al condizionale. Odio il condizionale è il verbo del rimpianto ed io ne sono colma. Quanto vorrei poter tornare indietro a quel maledetto 12 febbraio, scappare da quella orrenda clinica dove ti ho detto addio e andarcene insieme io e te da qualche parte lontano da tutta quella gente che ti pensava “un problema da risolvere”, tutta quella gente che ora odio e a cui guardo con disprezzo assoluto e a cui regalo solo dolore per quello che mi ha fatto. Gli ucciderei tutti senza pietà, loro non ne hanno avuta per te e così io non ne avrei per loro. Sarei brutale, indifferente e professionale e avrei gli occhi distanti di quel camice bianco che ti ha rubato da me. Gli darei fuoco tutti insieme urlando il tuo nome che non so, e poi liberata volerei da te gettandomi da un grattacielo che non ha fine. Ti amo. Ti amo così tanto. Ti prego se puoi perdonami, io non so farlo, aspettami sempre, presto o tardi staremo insieme Mi manchi mi manco manico-mio MANICOMIO EMOZIONALE da quando non ci sei. Ed ora silenzio. Ascolta questo pezzo. Te lo dedico.

Una fata in lacrime

inviata da: Peperina, mercoledì 19 novembre 2003

 

 

 

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