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Viaggio a Roma - 1

L'incontro

Finalmente una vacanza da sola libera da tutto e da tutti.
L'aveva sognata per anni e finalmente era riuscita a trovare 4 giorni per un viaggio dopo anni di sacrifici tra lavoro famiglia e maltrattamenti . Sola .si diceva tra sÚ e il mondo le si spalancava davanti , nuovo, libero. Nemmeno le uggiose giornate di ottobre la demoralizzavano aveva il sole dentro e per lei tutto splendeva.. Roma l'aspettava splendida nelle sue fontane nei tanti monumenti
Aveva sete di libertÓ e di bellezza e nei suoi ricordi Roma incarnava tutto .sogno bellezza libertÓ e altro ancora.
Salendo in treno pensava al viaggio lungo e forse un po' noioso ma non le importava fuori dalla monotonia di ogni giorno anche un lungo viaggio noioso aveva il suo fascino e forse la compagnia della cugina avrebbe diminuito la noia.
Trov˛ senza fatica il suo posto nell'eurostar, comodo e confortevole alice sua cugina le sedeva di fronte assorta nella compilazione di un giornale enigmistico, lei si guardava attorno felice la sua curiositÓ prendeva il sopravvento, non era sprovveduta ma tutto quello che era nuovo la affascinava.
Il treno partý dalla stazione centrale di Milano puntuale e sotto i suoi occhi si susseguirono paesaggi uguali e diversi allo stesso tempo. Non perse nulla assetata com'era di vita, sull'altro lato della carrozza un giovane guardava un DVD su un pc portatile il suo vicino ogni tanto alzava gli occhi verso di lei, portava occhiali scuri era alto e biondo intorno alla trentina lo aveva notato quando sua cugina spalancando gli occhi disse "accidenti questo sý che Ŕ un bel ragazzo".
Lei non lo trovava particolarmente "bello" ma la sua praticitÓ le fece pensare che poteva tornargli utile fare amicizia. Il borsone che aveva messo sul portabagagli sopra di lei, era pesante e a fatica era riuscita ad inserirlo. L'uomo ora si stava togliendo gli occhiali.. la fiss˛ dritto negli occhi.
Rimase per un attimo sconcertata dall'azzurro di quegli occhi. si senti improvvisamente nuda fu un attimo ma lei rimase immobile e seria.
Sentiva gli occhi dell'uomo su di se, non era abituata ad essere imbarazzata. durante le ore che seguirono pi¨ volte scorse negli occhi dell'uomo l'invito a seguirlo, ma non si mosse, era come se fosse incollata al sedile nella mente si susseguivano i ricordi nuovi e vecchi d'emozioni e d'umiliazioni forse cercava una scusa per accettare l'invito...
No, non era cosý si rendeva conto che se pure avanti con gli anni poteva ancora affascinare un uomo
Avrebbe voluto scoprire fino a che punto lui si sarebbe spinto se solo lei...
La voce d'alice la distolse dai pensieri "siamo quasi arrivate" finalmente pens˛, lo sguardo dell'uomo le bruciava la pelle.
Ripens˛ al bagaglio e agý " scusa come ti chiami? " "Adolfo " rispose lui raggiante, "avrei un piacere da chiederti" "tutto quello che vuoi dimmi!" "quando arriviamo in stazione ,saresti cosý gentile da prendermi la borsa lass¨? ╚ un po' pesante, ho paura di non riuscire a reggerla." Un po' deluso rispose " certo".
Il treno era in stazione , Adolfo aveva preso la borsa e gliela aveva data sfiorandogli le mani.
Ma lei aveva giÓ gli occhi lontani era a Roma il suo...sogno.
"Ciao Adolfo"
"ciao cara buona vacanza"

Finalmente ROMA

inviata da: Lela 2, mercoledý 8 febbraio 2006

 

 

 

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