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Viaggio a Roma - 2

Ad Alice

Lela e alice scesero dal treno e furono risucchiate da una folla di persone che si avviava all'uscita, si fermarono all'ufficio informazioni e appena capito che fare per raggiungere l'albergo presero le rispettive valige e si diressero alla metropolitana, Lela era tranquilla e procedeva speditamente in direzione della metropolitana mentre Alice non troppo sicura continuava a chiedere informazioni a destra e a manca attardandosi Lela si era fermata più volte ad aspettarla e la valigia era diventata pesantissima, faceva caldo per come erano abbigliate e la fatica aumentava il calore, ad un certo punto Lela si girò verso Alice e spazientita gli disse "stai tranquilla so dove stiamo andando dobbiamo solo prendere la metropolitana e scendere alla prima fermata l'albergo dovrebbe essere lì vicino" Alice finalmente si convinse la raggiunse e salirono in metropolitana e alla prima fermata scesero, salite in superficie si trovarono in una enorme piazza , "accidenti da che parte sarà ? a destra o a sinistra? Ci sono un mare di strade." Alice disse ."facciamo il giro.. Chiediamo" Lela rispose "basta chiedere!.. non ho ancora visto un romano,sono tutti stranieri ne sanno quanto noi.. la via è una di queste facciamo il giro vedrai che la troviamo." Alice decise " di qua!" e cominciarono a leggere i nomi delle vie . fecero l'intero giro della piazza le valige sembravano contenere piombo e avevano un caldo pazzesco, l'ultima via ."Finalmente "esclamò Lela "non siamo state fortunate ma adesso ci siamo , vedo l'insegna dell'albergo"! si incamminarono verso l'insegna era sull'angolo di un a traversa , la raggiunsero ma non si vedeva l'ingresso.
Lela posò la valigia si guardò attorno e disse " E' qui , dobbiamo solo scoprire da dove si entra" lascio Alice con le valige e proseguì alla ricerca dell'ingresso dopo circa 200 m. lo trovò , tornò verso Alice prese la sua valigia ed entrarono .
Salirono una ripida rampa di scale e trovarono la reception , consegnarono i documenti e loro malgrado fecero altre due rampe di scale due o tre corridoi acc.. era un labirinto . camera 135
Aprirono la porta e si spogliarono di tutto, Lela si infilò sotto la doccia, non vedeva l'ora di cambiarsi e di scendere per andare a cena, in mezz'ora erano pronte .." Presto andiamo , ma ti rendi conto Alice siamo a Roma .. a Roma" "siiiiiiiiiiiiiiiiiii" e scesero felici la stanchezza era svanita ,erano allegre ed entusiaste .
La cena fu ottima , l'ambiente familiare e allegro, alle 10 di sera avevano finito uscirono dal ristorante si guardarono e dissero "non vorremmo mica andare a letto?? Siamo a Roma .
Si resero conto che non potevano fare molto, quasi non sapevano dove erano e la mattina dopo volevano uscire presto per visitare la città. Lela decise " facciamo un giro della piazza cerchiamo di capire dove ci troviamo e qual è l'uscita della metropolitana più vicina almeno evitiamo di girare tutta la piazza ogni volta" Alice accettò di buon grado , la piazza era deserta e silenziosa solo il rumore di qualche auto di passaggio rompeva il silenzio ,scorsero addormentato tra cartoni un barbone e lì vicino una grande pozza maleodorante di colore bianco, un disinfettante ipotizzarono ..un distributore automatico era appeso su una colonna del porticato Alice chiamò Lela e gli disse
"se ti servono le sigarette là c'è un distributore" Lela alzo gli occhi e guardò e ridendo disse
"non ci sono sigarette là dentro" " e cosa allora? "ribattè Alice, sottovoce Lela rispose "profilattici sono profilattici" alice quasi gridando disse "non ci credo!" e cosi dicendo si avvicinò al distributore ,dimenticando la chiazza di luquido e camminandoci sopra scivolò muovendosi come su una pista di pattinaggio tentò invano di mantenere l'equilibrio cadde appoggiando una mano nel liquido .Lela la guardava paralizzata tra il preoccupato e il divertito dopo essersi accertata che Alice non si fosse fatta male scoppiò in una fragorosa risata e nonostante tentasse di trattenersi non riusciva a smettere di ridere . Alice puzzava in maniera spaventosa e faceva dei versi strani dicendo "oddio mi sento male .ho nausea . adesso vomito" Lela la allontanò velocemente dalla chiazza bianca le fece lavare le mani ad una fontana ma l'odore non se ne andava , tornarono velocemente in albergo dove Alice si lavò e lavò anche tutto quello che indossava si sentiva perseguitata dall'odore. Finalmente verso mezzanotte tra le risate mal trattenute di Lela e il "puzzo ancora?" di Alice si addormentarono.

inviata da: Lela 2, mercoledì 8 febbraio 2006

 

 

 

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