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da "terrona" a...

Dopo il primo giorno di scuola Lela aveva conosciuto discriminazioni e invidie ora era in terza elementare e continuava a frequentare la scuola sopportando tutto con rassegnazione era sola contro tutte e non aveva alternativa quella parola "terrona" ora sapeva bene cosa significava nella mente di quel paese di contadini ottusi, lei cercava di capirli, ma l'unica cosa che aveva trovato a loro discolpa era che avessero paura di ciò che non conoscevano, e poi tra sé si diceva" io non sono terrona, sono isolana." " Ma la loro ignoranza non distingue le due cose e io non riesco a farglielo capire".
" e se anche fossi terrona sarei sempre io cosa cambia?".
Amava imparare e quando la "sua maestra " era in classe era come se fossero sole , vedeva e sentiva solo lei .La maestra , elogiava spesso Lela per le sue capacità e la sua mente pronta e ciò peggiorava l'invidia delle compagne nei suoi confronti, non erano cattive ma erano parte del "branco" capitanato da "Giusy"la figlia della maestra che spadroneggiava su tutte.
Una mattina dopo pochi minuti di lezione la maestra fu costretta ad allontanarsi dall'aula e incaricò la figlia di controllare che ognuna stesse tranquilla al suo posto, appena rimaste sole Giusy prese la bacchetta dalla lavagna e cominciò a girare per l'aula con fare autoritario,Lela era impegnata a colorare il ritratto di un personaggio storico quando Giusy la raggiunse e le chiese di mostrargli le mani, lo fece senza fiatare e si prese una bacchettata secca ,si alzo in piedi di scatto e accennò una reazione , a quel punto Giusy inizio a gridare " mi ha picchiato" Lela si difese dicendo che non era vero anzi era il contrario casomai, ma le compagne come sempre si schierarono con Giusy che piangeva a dirotto. Lela si preoccupò nessuno avrebbe creduto a lei non poteva più stare a scuola e disperata raccolse le sue cose e si diresse verso l'uscita, in lacrime. Quando stava per scendere le scale una mano l'afferrò delicatamente, era la maestra. gli domandò che era successo e perché piangesse, Lela tra i singhiozzi raccontò tutto anche se... non era troppo sicura di fare bene, le altre l'avrebbero smentita e la maestra l'avrebbe presa per bugiarda, ma ormai la frittata era fatta era pronta a tutto,pensò," peggio di così non può andare".
Rientrò in classe con la maestra che la consolava dicendo che avrebbe sistemato ogni cosa.
Appena entrarono Giusy corse verso di loro e piangendo accusò Lela che teneva gli occhi bassi e tratteneva a stento le lacrime con il cuore stretto in una morsa.. la maestra guardò Giusy negli occhi e le disse " sono sicura che non è così Lela è buona e non farebbe mai del male a nessuno non posso dire lo stesso di te , racconta come sono andate le cose veramente " Giusy non cambiava versione e chiamò a testimoni le altre compagne che stranamente rimasero mute , la maestra chiese a diverse bambine la loro versione dei fatti e con immenso stupore di Lela dissero la verità.. Le avrebbe abbracciate e ringraziate tutte ma era paralizzata dallo stupore.
La maestra invitò Lela e Giusy a raggiungere il loro banco e poi disse " Oggi ho scoperto che nella mia classe sono successe cose veramente crudeli nei confronti di Lela , chiedo perdono per non essermene accorta prima ma da oggi voglio che tutti la rispettiate come merita e per favorire questo da oggi e fino alla 5° elementare Lela sarà la vostra capoclasse, mi auguro che certe cose non si ripetano mai più né con lei , né con altre. Pensate bene a quello che è successo e non dimenticatelo mai non esistono terroni e nordici o bianchi o neri esistono solo persone e tutte hanno diritto al rispetto. Ora continuiamo la lezione". Nella testa di Lela stava succedendo il finimondo forse stava sognando ma era felice e... sperava di non svegliarsi.

inviata da: Lela 2, mercoledì 8 febbraio 2006

 

 

 

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