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RICORDI SFUMATI

C’eri anche tu quella sera. Il giardino dei tuoi nonni profumava d’estate, di dolcezza.
Ci si innamora dei luoghi, delle stagioni, delle persone. Monaco mi è rimasta nel cuore.
La prima volta che ti ho visto non ho avuto il desiderio di conoscerti, di sapere chi fossi. Mi eri indifferente. Con i tuoi capelli castani e gli occhi chiari, i jeans firmati e una felpa bianca potevi essere chiunque. Non mi importava.
Quella sera però, parlando, mi sono avvicinata di più al tuo mondo a me sconosciuto, alla tua cultura, studiata solo sui libri di scuola, al motivo di quel mio viaggio così “vero”: il tedesco.
Mi ha colpito subito la tua gentilezza, l’affabilità nel raccontarmi tante cose, l’entusiasmo con il quale ti poni al mondo.
Le nostre due realtà, così distanti, hanno cominciato ad avvicinarsi, a fondersi con tinte non accese, intense.
Due caratteri simili e forse così compatibili si svelavano sempre più ad entrambi, lasciandoci meravigliati e impauriti al tempo stesso.
Niente potevo chiedere a quel destino così assurdo che ci aveva fatto incontrare, alle serate piovose, a quel cielo sempre grigio che caratterizza la Germania.
Ci siamo trovati fin da subito così amici, pur conoscendoci da poco. Abbiamo diviso interi pomeriggi e giornate e questo ci teneva ancora più distanti.
Non sono mai riuscita a guardare dentro ai tuoi occhi, non l’ ho mai voluto fare. Il tuo sorriso, però, non ho potuto fingere di non averlo visto, per la sua bellezza.

Mi sono chiesta in questi mesi il motivo di tutto questo: il destino ti lega a qualcuno così intensamente, ma scrive anche, tra le nuvole di un’estate, l’epilogo di un inizio già sfumato.

inviata da: DolceLaura, sabato 11 febbraio 2006

 

 

 

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