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aspettando l'amore..

aspettando godot.. aspettando la follia che c'è nel mio cuore e in tutto quello che mi circonda.. aspettare il tempo che passa, i minuti che scorrono via lenti. non sapere bene, in alcuni momenti, chi siamo davvero, quale maschera si nasconde dietro a quel ritratto riflesso nello specchio. guardare mille volte un punto fisso, aspettando che si materializzi un'immagine, una parola, un sentimento. crescere in un luogo, percorrere le stesse vie da sempre e poi dover dare un addio a tutto questo. amare uno spicchio di cielo per anni, proprio quello. solo io l'ho potuto ammirare per tutto questo tempo, grigio, rosso, blu, azzurro, nero, senza colore. scrivere poesie per quel pezzettino di città lontana.
aspettare una lettera per sentire chiarimenti, sapere già che non può servire a niente, che una nuvola di neve, che due figure di ghiaccio, sedute su una panchina, presto diventeranno acqua, si scioglieranno e mai nessuno le potrà ammirare ancora.. aspettare un momento nel quale nessun pensiero vaga per la testa, un attimo, un'ora, un pomeriggio, nel quale le parole di un libro abbiano un senso. ma ora.. ora non lo hanno. solo una canzone, di un film strano, ha adesso tutto il significato di questo mondo, tutti i miei sentimenti sono racchiusi in quelle parole incomprensibili.
aspettare te, stupidamente. aspettare ancora, senza un motivo. non sentire e vedere nulla intorno. nessuna melodia sul mio telefono, nessuna rosa che rossa porta sentimento.
adesso non esiste neppure il momento per partire, per tornare in germania, per scrivere una poesia, per ridere con un amico, per parlare con la mary, per mangiare, dormire, piangere, sorridere. ho sorriso già troppo. ho aspettato godot e l'ho visto, gli ho stretto la mano con entusiasmo, l'ho preso in giro perchè in quel momento mi andava di fare. non avevo bisogno di niente. non ero nemmeno capace di desiderare qualcosa.. ero riuscita a raggiungere un perfetto equilibrio tra la follia e la vita.
adesso.. godot è passato. e io mi ritrovo ancora quì, sotto un albero, con un amico ancora più folle di me, ad attenderlo. non tornerà indietro, non può. e se lo farà, non gli rivolgerò parola, farò finta di non averlo visto.. perchè a volte è meglio stare soli e soffrire, che seguire la follia e soffrire di più..

inviata da: DolceLaura, sabato 11 febbraio 2006

 

 

 

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