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Un pensiero per la tua mamma ...

Antonella cara,
ho saputo solo ora della tua mamma. Non ho nessun riferimento che conduca a te, se non la certezza del negozio. E' li che mi affaccio.
Ed e' stato li che, per la prima volta, ho sfiorato una signora in camice bianco con un dolce sorriso. Ero bambino e il mio papa' ritirava le sue foto.
Anni dopo, quella stessa signora ti aspettava all' uscita della scuola Kennedy. C'ero anch'io ad aspettarti e lei, con la discrezione di pochi, e' rimasta in parte.
La signora in camice bianco mi aveva conquistato. In poco tempo ho imparato ad apprezzarne la classe, i modi e il garbo, la straordinaria sensibilita'.
Erano qualita' che non appartenevano a nessun'altra mamma. E la tua le racchiudeva tutte, insieme.
Mi sentivo un eletto, un prescelto che aveva avuto una grande opportunita'. Si, mi aveva conquistato!

Ma non era solo la tua mamma. Un breve periodo di frequentazione e' destinato a restare tale anche nei ricordi. Questa regola per me non e' mai stata valida quando il pensiero era rivolto a te.
E quante volte mi e' capitato non puoi neanche immaginarlo!

Tu frequentavi le scuole medie, io gia' lavoravo. Tu eri poco piu' che una bambina, io avevo 8 anni piu' di te. Ma le emozioni che sei riuscita a trasferirmi...
Ricordo di averti detto qualcosa a proposito delle differenze, ma non ti ho mai detto quello che rappresentavi e significavi per me. Non so se tu l'abbia mai percepito.
Quello che posso dire adesso e' che per diversi, troppi, anni nella mia mente esistevi solo tu. Quando conoscevo una ragazza la confrontavo con te, ma tu vincevi sempre.
Ricordo tutto quello che abbiamo fatto insieme. Ricordo anche quello che NON abbiamo fatto. Non ho rimpianti per questo. Rifarei tutto esattamente allo stesso modo.
Tu restavi comunque una bambina. Una bambina che mi ha fatto innamorare come mai nessun' altra donna. Con te ho scoperto la grandezza, il brivido, la gioia del vero amore. E quanto l'ho pagato!
Il mio cervello era pieno di te. Ogni volta che per strada scorgevo una figura che ti somigliava, l'ansia e l'angoscia si impossessavano di me. Speravo che fossi tu... e poi? Cosa avrei fatto? Come mi sarei comportato? Assolutamente niente, perche' la mia scelta doveva restare tale a prescindere da tutto il resto.
Ti ho sognata tante di quelle volte. E quando mi svegliavo che emozione! Anche l'accorgermi che si era trattato di un sogno e null'altro non modificava il mio benessere. Un benessere di cui restavo permeato per tutta la giornata.

Poi il corso del tempo. Ma quanto ce ne' voluto. Oggi per me rappresenti ancora uno dei momenti piu' belli della mia vita, ma lo vivo senza tormento.
Un brivido ogni volta che penso ad una Diana bianca posteggiata vicino al mare, con le onde infreddolite dall'inverno, e dentro un'angelo biondo che dice preoccupata al suo ragazzo di non saper baciare.

Antonellina, ti chiedo scusa per essere uscito fuori tema. La mia voleva essere un pensiero per la tua mamma, ma non sono riuscito a non dirti cosa hai rappresentato nella mia vita. Forse ho scelto il momento sbagliato, ma a distanza di un quarto di secolo, era importante che tu lo sapessi.

Un bacione, Francesco.

inviata da: Francesco, venerdė 3 marzo 2006

 

 

 

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