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Perche' 1.000 chilometri non bastano ad essere proprietari del proprio destino?

Caro Pierino,

prima di innamorarmi di Cristina, mi sono innamorato della sua famiglia. Era grande, allegra, vivace e credevo che sarei stato benissimo con tutti. Col trascorrere del tempo e con la frequentazione, non ho cambiato il sentimento nei confronti di nessuno, ma ho dovuto adattare i miei comportamenti alla ostilita' molto pronunciata di una sua piccolissima minoranza che pero' rappresentava il potere dominante.

I primi 3 anni del mio matrimonio sono stati di grande sofferenza.
Quando ero in Fiat, Cristina trascorreva tutta la giornata con la sua mamma e questo non ha facilitato il distacco dalla precedente famiglia, anche perche', e questa e' un' interpretazione diffusa tra le mamme del sud, Cristina Jacopo ed io ne rappresentavamo solo un prolungamento e non una nuova entita' che vive principalmente di vita propria.

Poi abbiamo realizzato che la soluzione vincente era quella di mettere piu' chilometri possibili tra il vecchio e il nuovo. Con una scelta, da tanti giudicata coraggiosa, ho lasciato un lavoro sicuro, tanti amici e affetti, per una nuova vita con tante incertezze, con l'unica certezza che 1000 chilometri di distanza sarebbero stati una garanzia assoluta. Questa certezza si e' rivelata tale per tredici bellissimi anni.

Quanti sacrifici, ma anche quanti meravigliosi ricordi. Siamo stati il riferimento dei nostri nuovi amici che ci consideravano, a ragione, la coppia piu' bella e affiatata. Ed era proprio cosi', perche' vivevo per il piacere di tornare a casa e trascorrere piu' tempo possibile con Cristina e con i miei bambini. Giocavamo, ridevamo, scherzavamo, guardavamo inseme la TV. Qualunque cosa facessimo era sempre una festa. Ma con Cristina succedeva quello che per i piu' era inspiegabile. Ci cercavamo come se ci fossimo appena conosciuti e per noi non e' mai esistita ne' la noia ne' la consuetudine.

Io ero talmente pieno di lei, che sono riuscito ad essere forte anche quando attraversava quei momenti di "magica pazzia", ed aspettavo solo che passasse tutto. Non era facile ne' piacevole, ma mi sembrava giusto cosi'. E poi avevo tanta forza dentro, tanta da bastare per tutti e due. Ero cosi' pieno di Cristina quando, piu' di una volta, bellissime ragazze e signore mi hanno corteggiato, ma per me esisteva solo lei.

Adesso, dopo un anno di grandissima sofferenza, quante differenze!? Cristina che mi sparisce un po' per volta e, in me, un vuoto sempre piu' grande. Mi accorgo di non essere piu' invulnerabile e che ho un grande bisogno di essere amato, perche' un' "abitudine" cosi' meravigliosa non si puo' azzerare.

Sto raccogliendo i cocci della mia salute: ho fatto dei test psicologici e' il risultato e' stato devastante. Sono al livello massimo per Psicoticismo, Paranoia, Ansia, Rabbia/Ostilita'. Ho gia' fissato il primo appuntamento con uno specialista molto bravo a riequilibrare queste variabili. Il tricologo, invece, mi ha tranquillizato perche' lo stato dei miei capelli superstiti (per 3 mesi ne ho persi a pioggia) dovrebbe garantire la ricrescita entro i prossimi sei mesi, a condizione che dentro la mia mia testa torni un po' di serenita'. Quello che mi da ancora preoccupazione e'
l' insuccesso della terapia dell' andrologo. La testa ha un potere smisurato su tutto, nel bene e nel male. In questo momento riesco solo a farmi tanto male. Mi sono rivolto al piu' bravo andrologo in circolazione perche' ormai non funziono piu'. Il ricordo della mia ultima erezione seria risale ad alcuni mesi fa. Il farmaco che mi inietta dovrebbe annullare ogni forma di condizionamento mentale, ma c'e' troppa potenza negativa e, malgrado tutti i controlli positivi sul defluire del sangue attraverso le vene e le ecografie positive anch'esse, la mia mente prevale sul farmaco.

Questo e' quello che sono diventato.
E pensare che mi illudevo che con il ritorno di Jacopo tutto sarebbe tornato come prima, premendo semplicemente un' interrutore. Invece, paradossalmente, il peggio e' arrivato dopo. Cristina che si vuole separare da me, ritenendomi la causa unica di tutti i suoi malesseri. Jacopo che rifrequenta la vecchia scuola, dove lo stavano aspettando per “saldargli il conto”: glielo avevano promesso che al rientro avrebbe pagato la "furbata" di concludere altrove il ginnasio. Si presenta con un programma svolto a Bari che e' solo la meta' di quello di Busto, in Latino, Greco e Matematica. Lo mandiamo a lezioni private per cercare di colmare e al piu' presto questa differenza, ma inutilmente. Cristina parla con gli insegnanti che lo danno gia' per bocciato. Ed e' qui che vengo messo davanti al fatto compiuto. Cristina contatta una scuola privata che, pagando, garantisce buone possibilita' di superare l' anno. Io di questo vengo messo al corrente un minuto prima della firma e firmare vuol dire scrivere il proprio nome e cognome su una pila di cambiali per 7.000 euro. Da qualche parte li tireremo fuori, ma perche' tutto questo?

Perche' 1.000 chilometri non bastano ad essere proprietari del proprio destino?

Francesco

inviata da: Francesco, giovedì 16 marzo 2006

 

 

 

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