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25 dicembre

“Per altri fini erano i miei giorni, ed io oggi li disperdo come sassi lanciati in uno stagno mentre gli echi inutilmente si concentrano.
Da tempo non c’è più quell’esplosione di gioia che disintegri totalmente la camera di tortura dei pensieri,
negli occhi stanchi e lustri v’è l’artiglio della consapevolezza.
L’unico gioco che.adesso mi concedo è questo ritagliare le nostre immagini in tante figurine di carta, che si snodano tenendosi per mano.
Talvolta ho aura dell’attimo che si fa istante e sopravvive,
ho paura dell’impressione non avvertita e persa,
è solo smarrimento, ecco cos’è.
Oggi non ho più la pazienza dell’albero che aspetta la bella stagione per rinnovarsi di verde,
non ho la rassegnazione della vecchia, seduta sulla soglia, che sgrana il purgatorio del suo rosario,
non ho più la certezza degli slanci, che pretendono a tutti i costi un’azione successiva.
E’ tutto scontato, quasi consueto.
Eppure mi sembra di avvertire ancora una volta il sopraggiungere del vento, che aprirà la porta socchiusa della speranza, portandomi il disordine e quella forza di non sentire più che t’amo ancora e che magari t’amerò per sempre,
così senza preavviso.
Mi sento adesso come una foglia, una foglia nel vento quando il vento è passato.
Sì, io sono quella foglia che non ha più mani per legarsi al tuo ramo.
Forse io per te sono stato e sono nella carezza che ricorderai o nello sguardo che procurava emozioni e brividi,
forse io per te sono stato e sono nel miraggio che t'illude o nella realtà che ti delude.
Ma se è vero che ognuno di noi due è parte dell’altro e se è vero che io sono in te,
io sono così anche se tu non lo sai,
come IO NON SO PIU’ CHI TU SIA.”

inviata da: Ale, giovedì 11 maggio 2006

 

 

 

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