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un uomo


I volti smarriti, assenti oramai,
rinchiusi in celle con gas omicida.
Bambini che piangono,
senza nulla sapere, nulla capire.
Tutti divisi da tutti..
Numerati, codificati, privati:
del nome, dell’anima, della vita intera.
Io non sono più io.
Io ho solo un debole corpo,
ancora per pochi minuti.
Lui!!!ha deciso il nostro destino,
ha preso il comando totale..
e ora sono appoggiato al muro,
con le braccia alzate tremanti..
..che guardo questo film dell’orrore.
Sono qui che per un breve istante
Posso ancora vedere, sentire, alzare i torace.
Ancora per qualche secondo volante
Posso dire di essere un uomo:
uno di quelli che ha avuto una vita normale,
uno di quelli che amava una donna,
e che nelle sere davanti ad un caldo camino,
ascoltava le storie dei figli.
Mentre ora sente soltanto
Le grida d’angoscia e male atroce,
i pianti dei bimbi e mille parole tedesche.
Ma ora sta per finire..
Fra un rapido gelido attimo
Questo mio cuore straziato
Cesserà di riempirsi di vita.
Questa è la fine di un uomo ebreo,
ucciso per volontà di un altro ebreo..
nato per sbaglio.

inviata da: Diani, mercoledì 11 aprile 2007

 

 

 

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