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Le parole che non ti ho detto

Ciao, dopo ripensamenti, su ripensamenti, laceranti e contrastanti stati d' animo, crisi d' ansia e di panico, ho deciso, sì ho deciso, finalmente, di scriverti. Io che, per credo di vita, sono incredibilmente vera, sincera,autentica non posso permettermi di continuare in questa finzione. Si, perché la mia è una finzione: una finzione nei tuoi confronti che viene recitata maldestramente ogni qualvolta io ti veda. Una recita che mi distrugge, mi brandella l' anima, il cuore che mi dà l' impulso irrefrenabile di urlare a squarciagola cosa prova per te, la mia immensa tristezza, il vuoto che colma la mia essenza.
L' inizio di tutto è il mio messaggio nel quale ti dicevo che avevo preso un pensierino per te in occasione delle prossime festività natalizie. Visto che sei un tantino particolare, ti chiesi le modalità per lasciarti il regalo. La tua risposta è stata: ci si vede per un caffè. Immagina la mia sorpresa: mi hai spiazzata. Ci vediamo per un caffè?? Cosa sarà mai un caffè??? Per me è rappresentato come un' attesa agonizzante, un' attesa che è durata un' eternità e che solo alla vigilia di Natale si è tramutata in realtà.Un mettersi d' accordo durato più di una settimana, seguito da innumerevoli messaggi.. un caffè??? si, questo per un caffè. Ma per me, fragile creatura, ha rappresentato un sogno. Un sogno che si è tramutato in realtà. Un sogno dal quale mi sono destata e preparata minuziosamente ma, nonostante la preparazione, l' istinto e l' emozione prevalgono sull 'essere umano. Narcotizzata dalla forte emozione.
Tu, dietro la vetrina...mamma che emozione. La voglia di baciarti, di stringerti,di coccolarti, di urlare la gioia, era irrefrenabile.Avrei voluto baciare le tue labbra e sussurrarti il mio grande, immenso, amore. Ma, come sempre, ho dovuto tenere a freno le mie emozioni x celare egregiamente questo mio forte, immenso, sentimento. Soffrire,ecco tu sei il mio soffrire. La mia struggente e malinconica sofferenza.
Tu, seduta di fronte a me. Vera. Non sei un sogno. Ho il cuore in gola. La gioia unitamente al dolore non smettono di crescere.
Tu, che apri la porta del tuo essere. Che ti racconti un pò: famiglia, lavoro, ed altro ancora.
Io, di fronte a te, che aspettavo un misero segno di un "qualcosa "che scaturisse dal tuo cuore.Mi sono raccontata poco o nulla, colpa dell'emozione, non sono venuta per nulla alla luce per quella che realmente sono. Cosa ci posso fare? Mi sono banalizzata e me ne pento. Avrei dovuto chiederti qualcosa di specifico, chiederti dei segnali, chiederti qualcosa in più dell'"energia" che trasmettono i nostri esseri.Ma non mi è venuto fuori nulla ipnotizzata dalla felicità dello starti accanto. Ho perso una grande opportunità: la verifica dei sentimenti, ecco cosa ho perso.
Sapevo, che vederti, sarebbe stato solo un prolungare straziatamente un dolore. Un dolore sordo che ti piega,l' anima, i sensi, che ti sbatte in faccia con crudeltà lo stato illusorio di un sogno.
Ho pianto tanto.

Le mie giornate sono costellate dalla sofferenza, pensando e ripensando a ciò che non potrà mai essere tra noi. Barriere insormontabili valicano i sentimenti.
M sei entrata nell'anima e nell'anima ci resterai tutta la vita perché non riuscirò mai più ad amare nessuna quanto te.
Mi sento prigioniera di una meravigliosa favola della quale ne sono l' unica interprete.

Svuoto la mia anima x raccontarmi anche perché non voglio che nella mia vita ci siano dei sospesi sentimentali.

Ti parlai di un meraviglioso film (che mi è rimasto cucito sulla pelle) "Le parole che non ti ho detto". Ecco, con queste semplici parole concludo il mio scritto anche perché è un sogno non essere chi sei.

inviata da: Rosablu, sabato 27 dicembre 2008

 

 

 

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