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23 Febbraio 2009

Non ci sei.
La tua luce io non vedo.
Lacrima il cupo cielo, ulula e soffia il triste vento.
Scivola la pioggia sulle nuvole, gote di quel cielo.
Il mio volto, la mia anima, amore, osservo tra quelle nubi tanto tempestose.
In nessuna storia, in alcun racconto si è udito narrare di una creatura come te, non si è mai mirato nulla di tanto perfetto e meraviglioso dalla Creazione fino ai nostri giorni, mai gli astri celesti sono stati tanto invidiosi, mai Dio Onnipotente è stato così pieno d’orgoglio per una sua creatura.
Sai, è questa la ragione per cui non ti ha donato candide ali, dolce angelo. Egli temeva che tu, tanto bella e radiosa, avessi potuto spiccare il volo e fossi andata via, lontana da Lui.
Ha, pure, ritenuto opportuno concedere più luce al Sole, affinché nessun uomo avesse potuto notare te, la tua luce e il calore da te sprigionato. In seguito, per la sua bontà, ti è stato vicino, permettendo la caduta della pioggia per accompagnare le tue lacrime, causate dall’idiozia degli altri esseri viventi che, nella loro ignoranza, non hanno saputo comprenderti.
Ha cercato in ogni maniera di proteggere te dai cattivi desideri degli uomini, ha tentato di celare la tua bellezza, di offuscare la tua luce, ricorrendo all’aiuto delle stelle della volta celeste.
Ma non ci è riuscito. Dio ha fallito.
Io, umile uomo, ti ho veduta. Il mio sguardo, la mia anima hanno compreso che in te c’era un’essenza angelica. E mi sono innamorato.
Non c’è più gioia dentro di me, non può esistere felicità se tu non sei accanto a me.
Nell’oscurità, nel silenzio, nella tristezza io albergo se il mio sguardo su di te non si posa, se la mia anima non è vicina alla tua, angelo mio.
Non riesco, non posso, lo confesso, non possiedo la capacità di scrivere se tu non passeggi tra i miei pensieri, neanche una frase riesco a comporre se tu, amore, non ti libri sull’oceano del mio cuore.
Nulla sarebbe la mia arte, non avrebbe fine la mia esistenza, se tu non esistessi.
Non avrei la forza di vivere se non avvertissi il tuo cuoricino battere, il tuo respiro sfiorare il mio volto, non riuscirei a procedere nei miei giorni se non sfiorassi i tuoi capelli color del miele e le mie labbra non si posassero sulla tua dolce mano. Non riuscire a trascorrere un giorno senza la tua luce, il tuo sorriso, poiché sarebbe come attraversare un’eternità nell’oscurità, nel buio e nel dolore.
Io ti prometto che per tutta la mia esistenza ti amerò, nemmeno il Signore della Morte con il suo cupo velo eterno, potrà oscurare la tua luce, il tuo splendore, nessun triste avvenimento pianterà la sua pallida bandiera sull’amore che nutro per te, per la tua anima.
Io non cesserò mai, finché avrò la possibilità ti onorerò, come si onora ogni miracolo vivente di Dio, ogni sua creatura angelica che su questa terra risiede.
Mille volte grazie, amore.
Tu hai reso i miei giorni di tempesta, splendenti meriggi estivi.
Tu hai dato più felicità alla mia esistenza.
Tu mi hai permesso di conoscere l’amore, il vero amore.
Grazie. Grazie d’essere la mia musa.
Se potessi, ti renderei grazie con un bacio, ma per poterti baciare, dovrei poi morire.
Sarei felice di farlo, in ogni modo; poiché potrò incontrare Dio e gli altri angeli e sorriderei nel raccontar loro, quale sia il vero Paradiso.
Il tuo bacio, appunto.

inviata da: Daniele Cannizzaro, lunedì 2 marzo 2009

 

 

 

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