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Tu...Per Sempre...

Ciao Amore…
Da quanto tempo non ti chiamavo così…troppo tempo…
Oramai quel dolce suono l’avevo dimenticato, chiuso nei ricordi della memoria.
Non chiedermi il perché di questa lettera: tutto è nato così…quasi fosse un gioco…
Che buffo però: considerare un gioco tutto quello che ho nel cuore, tutto l’Amore che in due anni mi ha spronato ad andare avanti, a cercarti con lo sguardo ogni mattina, a chiedermi il perché di quella favola, a lasciarti con la convinzione che il giorno dopo ci saresti stato, sempre lì al mio fianco.
Non so di preciso cosa voglio dirti ma sento che le emozioni del cuore si stanno affollando per venir fuori, per esplodere in un tumulto di pensieri e parole.
Quelle parole che, per paura forse, non ti ho mai detto…quei pensieri mai confessati.
Ora tutto sarà più chiaro, non solo a te, ma anche a chi di quell’Amore ne fece una ragione di vita: Io.
Quell’Io così perso, così dimenticato da me stessa: quell’Io al quale non ho voluto più dare ascolto dopo l’addio. Un addio incerto ma doveroso…e quanto sofferto!
Ripenso a tutto quello che è successo e ne soffro tantissimo. Non volevo finisse così, nel buio di una camera a ripensare ai momenti trascorsi insieme, alle promesse d’amore fatte e mai mantenute, ai progetti mai realizzati…
Non volevo lasciarti in quel modo, nel dubbio di un perché, nel dolore di una fine…
Ma come fare a cambiare il destino, come riuscire ad essere più forte di una presenza ancora più grande di noi?
Forse è arrivato il momento che tu sappia davvero quale anello si è rotto della nostra meravigliosa catena, quale stella, di un’intera costellazione, ha rinunciato a splendere.
Due anni fa ho scoperto di avere un male brutto e doloroso, non solo per me, ma soprattutto per le persone che mi erano accanto.
Tu eri una di queste. Non volevo tu soffrissi.
E così la decisione, la dura decisione, di allontanarti da chi per tanto tempo ti avrebbe fatto soffrire: la mia malattia.
Tante volte mi sono chiesta: perché privarlo della spensieratezza di un ragazzo alla sua età, perché costringerlo a combattere con qualcosa di tanto grande? Perché?
Non volevo che il tuo viso perdesse il suo sorriso e lasciasse spazio al dolore e all’angoscia.
Quante volte mi hai detto: “Non riesco a pensare un giorno senza un’alba e un tramonto senza la luna…così come non riuscirò a vivere la mia vita senza di te”.
Bene Amore, quel giorno senza alba è arrivato…è scomparsa anche la luna del tramonto…e anche noi siamo lontani…per sempre. Come viandanti esploriamo una nuova vita, un cammino che mai immaginavamo di percorrere da soli. Il passo è lento e indebolito, le orme che lasciamo sono solo il ricordo di un tempo senza fine, di un Amore “maledetto”, degli sguardi da bambino inesperto che affronta la vita da adolescente.
Sono poche le volte che questi fogli bianchi ti danno l’occasione di esprimerti veramente e ora, pensare che questa lettera volerà lontano passando fra paesi e paesi, fra gente e gente, sento la voglia di riflettere…
Perché sono in cammino e non me ne accorgo…e quando poi guardo l’orologio e capisco che il tempo oramai l’ho lasciato alle spalle, mi vien voglia di tornare indietro: di riempire i momenti perduti, le parole non dette, di evitare gli sbagli commessi, di Amare di più.
Molte volte ti ho sentito dire che la vita è breve, e ancor più breve è la sua corsa: quindi tanto vale farla in due…
Avevi proprio ragione: abbiamo corso tanto e tante volte siamo inciampati. L’Amore però ci ha dato la forza di sollevarci insieme e riprendere il cammino. Fino a quel bivio, dove ognuno è andato per la propria direzione… Ora sono sola su quel percorso: intorno a me solo le tenebre. E tanto Amore nel cuore.
Lo stesso Amore che il tempo, acerrimo nemico, non mi ha dato la possibilità di esprimere.
A volte penso: perché proprio a Noi? Perché?
Ho rovistato più volte nella mia anima e nelle poesie più belle di chi ha vissuto la vita, ma non ho ancora trovato una parola, un pensiero che può chiarire tutto quello che è successo.
E come se ad un certo punto l’uomo si chiedesse il perché della sua vita, il perché di Dio. Domande immense, domande così profonde che sono, a volte, la nostra stessa ragione di vita. Ed ognuno di noi, nella sua esistenza, avrà sempre un momento particolare in cui si chiederà il perché di qualcosa: c’è chi si chiede il perché della guerra, il perché della droga, ma io, Amore, da tanto tempo mi chiedo il perché di questo destino.
Non riesco più ad immaginare com’era prima di conoscerti…come se la tua presenza, il tuo arrivo avesse stravolto tutte le essenze. Non ho potuto ignorare quest’enorme cambiamento, il cambiamento del sentimento che nutro davanti ad ogni cosa. E’ cambiato del tutto il mio modo d’Amare…ed ho capito quanto è grande l’Amore di chi non si vede ma è forse più presente di chiunque.
Ed ora…sola.
Sola con i miei pensieri, con i ricordi di una vita ormai vissuta…
Sono già due anni che la nostra storia è finita…due anni senza i tuoi baci, senza le tue carezze, due anni senza Te.
La malattia non c’è più: l’ho sconfitta con la forza dell’Amore, pensando che tutto sarebbe tornato com’era prima.
Non chiamarla presunzione. E’ stato il desiderio di riaverti accanto, di nutrirmi di te e delle certezze che c’erano nella nostra storia: perché “L’Amore è l’unica parte dell’infinito che c’è stata concessa di vivere”.
Ti ho visto ieri…eri lì con lei… Non mi hai neanche guardata: ti sei voltato e andato via. In quel momento ho capito di averti perso per sempre: mi sentivo invisibile, così piccola in questo mondo.
Sarà difficile senza di te. Senza neanche quella speranza di riaverti che fino ad ora mi ha dato la forza di andare avanti.
E allora, perché combattere? Perché sperare in qualcosa che non si avrà mai?
Sono tanti gli interrogativi della vita. Ma non a tutti si può dare una risposta.
Anche se non sarò più accanto a te, pensami. Pensa al mio Amore che non ti abbandonerà mai. E se alzi gli occhi al cielo, capirai cosa significa starti lontano: Piove.
Ora posso solo innalzare a te il canto più bello, quello del mio cuore, perché tu possa ascoltare la mia vita.
Addio, Monia


“Quanto quel rosso
che riempie i miei occhi,
spinge la mente oltre i confini impensabili
di un universo…

Quanto il riflesso dolce,
rende unico questo momento…
Quanto quelle onde,
lievi e silenziose,
si increspano su di te,
Amore mio.

Quanto quelle nuvole
che in fondo si uniscono,
senza rumore, al mare,
mi riportano a te,
come una carezza…

Quanto al calore
e alle emozioni,
mi libero,
lasciando al cuore
piena libertà di vivere.

Un’onda, oramai,
mi prende e va…

L’ebbrezza e la notte
mi circondano…
Allungo lo sguardo
oltre l’orizzonte,
con dolcezza,
e scopro che l’unica presenza reale,
l’unico scopo della mia vita,
Sei proprio Tu…”

inviata da: Monya, martedì 25 novembre 2003

 

 

 

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