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Alle mamme senza figli

A voi, madri di bimbi mai nati,
voi che avete i valori sballati,
voi coi mille esami falliti,
con i mille verdetti spietati,
con i pianti, le crisi, i perché
(perché io? perché proprio a me?),
voi che avete riserve d'amore
confinate nel fondo del cuore,
voi che un sogno ostinato inseguite,
voi che forse le altre invidiate,
quelle che vanno oggi all'altare
e tra un anno potran battezzare
un sanissimo, dolce bebè
senza ansie e senza perché;
voi che avete mariti avviliti
con gli spermatozoi decimati,
che non han fatto niente di male
per subire un tampone uretrale...;
voi con farmaci, flebo, iniezioni,
con massicce ovostimolazioni,
con il Gonal e con l' Enantone,
col Profasi e col progesterone,
con bitorzoli oleosi nel culo,
col problema di dirlo o non dirlo,
perché no, non è bello saperlo;
col nascondersi, con l'inventare,
col tentare e col ritentare,
con la stupida assurda vergogna
col sentirsi anche esposte alla gogna;
voi che al transfer siete arrivate
e poi ansiose i giorni contate,
con isteriche scaramanzie,
pessimismi, idiosincrasie,
e poi muore ogni sogno felice
quando ancora il verdetto vi dice
che per strada son persi i pulcini;
ecco, tutti vi sono "vicini",
ma vorreste buttar tutto al vento,
siete stufe di questo tormento.
Tanti medici da consultare,
tante diagnosi da digerire,
tante ore rubate alla vita
e la tasca che ormai s'è svuotata.
Non è tutto, però; non bastava!
Ora vogliono incriminarvi,
avvilirvi ed eliminarvi;
sì, voi siete un error di natura
che soltanto in un modo si cura,
con la legge che dica ben chiaro
qual è il vostro futuro destino:
via dal mondo! Voi non esistete,
un insulto alla vita voi siete,
voi che un figlio non sapete fare
senza capsule, provette e fiale;
via da qui, dall'Italia redenta,
che oramai è felice e contenta;
quest'Italia giuliva e feconda
se ne frega di voi, gente immonda.
A voi, mamme di bimbi mai nati,
tanto amati e desiderati,
a voi figlie di un Dio un po' distratto,
che può dire un amico un po' matto?
Un finale ottimista si impone,
qui bisogna pensar cose buone.
Non mollate, non vi scoraggiate,
e lottate, lottate, lottate;
e tenetevi tutte per mano.
Che quel giorno non sia più lontano;
quel bellissimo giorno vicino
in cui avrete il vostro bambino;
lo terrete stupite per mano
e ormai l'incubo sarà lontano.

Il marito di una cicognina

inviata da: Un marito, lunedì 21 aprile 2003

 

 

 

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