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Confusione d'amore

Dunque..non so neanche da che parte cominciare..vorrei tanto non apparire aggressiva, impertinente, antipatica e maleducata, ma so che quando si vuole far bene qualcosa è il momento in cui si realizza il peggio…ho riflettuto molto su cosa e quanto scriverti, ho riformulato questa lettera elettronica almeno una decina di volte e probabilmente se vivessi in un’altra epoca a quest’ora alle mie spalle ci sarebbe un piccolo mucchietto di fogli accartocciati ed avrei le mani sporche di inchiostro, come le ha qualcuno che tenta inutilmente di farlo scorrere su una pagina bianca, ottenendo soltanto macchie di colore…la mia prima e unica lettera “d’amore” l’ ho scritta alle elementari (prima e dopo non è mai stato necessario)..era abbastanza ridicola…innanzi tutto era su foglio protocollo, intestato come nei compiti in classe..nome, cognome, classe e data…e poi era di una schematicità disarmante: Ti amo. Ti vuoi mettere con me? SI o NO barra la risposta esatta. Ti prego non lo dire a nessuno….così…semplice…fortunatamente non è mai giunta a destinazione..l’avevo affidata alla mia migliore amica di allora (che è la stessa di oggi) col compito di consegnargliela al momento opportuno…lui, quella settimana, non venne a scuola e la mia lettera finì chissà dove…qualche settimana dopo, comunque, venne a sapere da un mio compagno che “gli andavo dietro” e confessò di provare lo stesso per me…non so perché te lo sto raccontando…è una cosa che non sa nessuno, a parte mia migliore amica, ovvio…

Io credo che tu abbia compreso perfettamente il significato della mia risposta alla tua mail concernente il cinema...mi piaci, è vero…ho provato a negarlo a me stessa, ma non ci sono riuscita…ho capito di essermi innamorata di te (volente o nolente, questo non lo saprò mai), quel giorno in cui sei venuto a trovarci al lavoro…vederti lì, seduto su quella scrivania, con quell’aria tanto professionale, mi ha fatto capire che forse era vero che il tuo modo di lavorare non mi mancava per niente, però mi mancavi tu…ed ho avuto paura in quel momento…paura perché non me l’aspettavo…paura perché non potevo e non dovevo permetterlo…ho cercato di far finta di nulla e di considerare ciò che avevo provato come un errore, e ci sono riuscita fino a quando quella mattina dei primi di luglio, sono capitata al tuo negozio…non so perché, ma mentre camminavo verso la boutique mi è venuto in mente che una volta avevo sentito, involontariamente, un frammento di una conversazione fra Rita e Giulio, in cui lui le raccontava di averti incontrato proprio in quel luogo…ricordo di aver pensato: e se lo incontro anch’io? Piuttosto preferirei morire….ed invece tu eri lì…ero terrorizzata…quando mi hai rivolto la parola ho pregato Dio (semmai fosse esistito) di farmi sparire dalla faccia della Terra…non è capitato (purtroppo o per fortuna devo ancora scoprirlo) e quindi ho capito che dovevo farcela da sola ed allora ho fatto un bel respiro profondo e mi sono detta: “vai avanti come se nulla fosse”…ma ormai, almeno con me stessa, non potevo più fingere..così ho iniziato a frequentare il tuo negozio un po’ più assiduamente rispetto a prima (quella mattina di luglio era le seconda volta in vita mia che ci mettevo piede)…ed ho iniziato a farlo in compagnia di una mia amica, alla quale non avevo detto nulla, ma che, dopo averci visto insieme per la prima volta, mi ha fissato negli occhi e mi ha detto: “Si vede lontano un miglio che lo ami..non ti ho mai visto gli occhi brillare così come quando parlavi con lui” (secondo lei mi brillano gli occhi quando sono innamorata..teoria che ho provato a confutare inutilmente anche in altre occasioni…si vede che ha ragione!)…comunque, a quel punto ho capito che sarebbe stato inutile negare ancora ed ho deciso di farti capire cosa provavo per te…ma tu, non so se per caso o per volontà, non ti sei mai accorto di nulla…addirittura quando ti ho chiesto di venire a cena con me, lasciandoti scegliere il ristorante (il che è uguale al suicidio, economico e no) hai finto di non capire! Ora, se non avevi davvero capito (cosa che dubito), adesso ne sei informato..se avevi capito (come credo), mi chiedo come mai tu non mi abbia mai dato una risposta…se volevi, se vuoi, dirmi di “no”, dimmelo! Non ti fare scrupoli del tipo “poi soffre…mi dispiace…magari col tempo si dimentica…cambierà idea…si sbaglia…etc” perché non funziona…sinceramente mi fai star male di più quando controllo la posta e non trovo nessuna risposta da parte tua…se la trovassi, anche con scritto un solo e semplicissimo “no”, starei meglio…mi toglierei un peso…piangerei una notte ed il giorno dopo cambierei i miei orizzonti…ma così, senza una risposta, vado a dormire la sera con la vana speranza di trovare qualcosa l’indomani che, invece, non c’è mai… Non so quanto la mia argomentazione sia valida e persuasiva e neppure so se sei arrivato a leggere fino a qui..in ogni caso, ti prego, dammi una risposta…SI o NO barra la risposta esatta…non ti chiedo neanche la giustificazione di un no o del tuo lungo silenzio..cosa puoi volere di più?

inviata da: Virginia, sabato 13 dicembre 2003

 

 

 

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