iscriviti alla newsletter di scrivimiamore

iscriviti alla newsletter di scrivimiamore ritorna alla home page

Giovanka, amore mio

Giovancka, amore mio,
il senso del bello e dell’amore l’ho vissuto con te, con la tua immagine nei miei occhi, leggiadra figura sfavillante nei boschi odorosi di rugiada, sui prati adorni di svolazzanti farfalle, fra le petunie dai bei fiori antichi, campanulati, ed i ciclamini variopinti di rosa e di lillà, tra fantasmagoriche foglie cuoriformi, nei quali la tua mescolanza avveniva con euritmica armonia.
Barlume delle mie pupille, dolcezza dei sensi e dell’animo, persona amabile eri… di dentro e di fuori!
Ho sempre creduto che l’ansietà del giorno ricada sulle reminiscenze del passato, quasi che l’oblio avvolga nelle sue perennità fluenti il senso effimero della vita.
A che gli sguardi dolorosi e pii o, anche, i desideri illeciti ed impuri, se poi il cuore vacilla e l’intelletto si ottenebra nel ricordo e nell’ansia delle più fuggevoli illusioni?
Nel rossore del tramonto avverto il colore delle tue labbra e le morbide nubi, che vagano, peregrine, all’orizzonte, mi richiamano alla mente il tepore della tua pelle sensuale e inebriante, la tua carne soffice e voluttuosa, i tuoi occhi profondi come il mare, azzurri e trasparenti come un cielo di zaffiro.
Ti prego, non dimenticare i nostri giorni vissuti teneramente e neanche quelli trascorsi pericolosamente, ma sempre assieme, uniti, avvolti nella più violenta e turbinosa passione, che poi si sarebbe rivelata solo la mia crudele speranza, il mio tragico desiderio di te…
Per parte mia, rimembro ancora i mazzolini di fiori di zagara dietro alla finestra e la tua mano protesa a salutarmi e, poi, le nostre dita incrociate, tenendoci stretti… e le effusioni verso la perdizione, quasi fino ad estinguerci.
Mi sovvengono, sempre, con insistenza, i giorni lucidi e quelli torbidi… da letto e, poi, ancora, quelli languidi, degli sguardi, e le passioni e le lacrime e le gioie e i dolori
Adesso i riflessi degli specchi non mostravano più i nostri corpi sinuosi che si avvinghiano nell’estasi.
Resta solo il ricordo delle occhiate intriganti, delle vicendevoli promesse… trame, furtive e cedevoli al ricatto della plasticità del tuo corpo, dolci inganni proditorie di ogni illusione..
Tuttora mi si appresta il dolce sapore delle tue morbide labbra, pur tribolati dalla febbre dell’eros e dai rigagnoli di sangue che colavano nelle pieghe screpolate dai morsi per l’eccitazione e la libidine.
Perché, bellissima e malinconica madonna, donna angelica e dolcissima, come Medusa hai, infine, profanato il tempio del nostro incanto, quasi che fosse lecito offrire a Poseidone i fulgidi sentimenti della fede che ti prestavo? Quali sogni angosciosi hai voluto lenire? Quali esperienze hanno bruciato la tua purezza? Dov’è il sentimento di misericordia che ostentavi? E la pietà che mi offrivi… Ti sei, forse, materializzata nel vaso di Pandora per accrescermi il travaglio dei prometeici sentimenti e delle angosce?
Inquietudini, smanie, affanni si genuflettono ormai sul futuro e trascorro così le mie lugubri giornate, nel crepuscolo della mia esistenza.

inviata da: Egdai, martedì 13 gennaio 2004

 

 

 

vai alla home page noi lasciaci un messaggio i siti amici per qualsiasi informazione

ritorna alla home page le vostre parole