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pathos

Pathos



Vorrei inebriarti
Di vino alla corte di Bacco
E sentirti cantare,
Vorrei incantarti
Di poetiche chimere
Degne del miglior Febo Apollo,
Vorrei adottare
Le fattezze di Afrodite
Per assediarti col mio fascino,
Vorrei munirmi
Delle frecce di Eros
E ferirti mille volte al petto,
Vorrei vederti
Danzare tra le fiamme di Efesto
Incendiata di passione!

E non sarebbe abbastanza.

Tuttavia preferisco
Emulare le gesta di Zeus,
Il Dio degli Dei
E degli inganni d’amore.
Così, fingerei il tuo uomo assente
Per infilarmi nelle tue lenzuola
Prima tiepide e poi calde,
O muterei in un cigno
Destreggiando il mio collo
Fra la tentazione delle tue gambe
E baciare le tue ginocchia;
Muterei ogni volta
Nell’animale che diverrai
Per averti e farti mia.
Imiterei il sole
Per cingere le tue membra
Di luminose braccia,
E di notte ti farei
Rapire dalle ombre
Che ti condurranno da me.
Mi filtrerei come pioggia dorata
Attraverso il cielo delle tue prigioni,
E di una brezza fresca
Scivolerei dapprima sul tuo seno,
Per poi continuare a scorrere
Solcando il piano del tuo corpo
Su tutta la sua lunghezza,
Saggiando il sublime e il profano;
Ti sentirei vibrare, ansimare,
Finché non ti avrò di oro vestita!

E mi chiedo ancora
Se questo possa bastare.







Stones

inviata da: Stones, giovedì 15 gennaio 2004

 

 

 

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