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Riflessioni di un vice

Le lame divorarono le piante
dei sogni artificiali
il fuoco fece il resto
in fumo le anime
con amori di rieserva
fino Dio
che con tre dita
disegnò una tenda
per isolare gli illusi
dai venditori di destini
disse il commissario
la città è salva
ma con smorfie il suo vice
dipende dal mare
fino al nuovo sbarco
e c'è rabbia nei cuori
abituati all'erba
la calma viene da lontano
il progresso
ha chiuso le porte
quì c'è gente
che come panni sporchi
ammassa le vite
la droga è nel silenzio
e nell'indifferenza
a noi basta uno sbuffo
voltare gli occhi al cielo
per essere al di sopra
delle parti
noi arrestiamo gli illusi
nel mattatoio
che ha ucciso le illusioni
non possiamo essere
precisi
le stesse preghiere
incerti antitodi
dei dubbi
e delle parti indirizzate
eppure le avalliamo
col premio di una stella
sulle spalle di una giacca
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dal volume:silenzi che hanno parlato al vento
note:linguaggio sperimentale- veloce

inviata da: Michael Santhers, mercoledì 21 gennaio 2004

 

 

 

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